La verità dell’autista licenziato:   «Macché razzismo, avevo paura»
Un fermo immagine della lite avvenuta il 6 febbraio a bordo del bus

La verità dell’autista licenziato:

«Macché razzismo, avevo paura»

Il provvedimento dell’Asf dopo la lite con un uomo marocchino sulla linea Merate- Missaglia: «Io vittima delle provocazioni»

«Non sono un razzista, sono un lavoratore che è stato minacciato nell’esercizio del proprio dovere e che ha reagito in malo modo. Sì, ho sbroccato, ma non mi sento colpevole». Fabio Uccelli, 56 anni, nato e cresciuto a Como, trasferitosi dopo il matrimonio a Barzago, padre di due figli grandi che vanno già all’università, è l’autista che è stato licenziato da Asf dopo il violento alterco con il papà di un ragazzo di 17 anni marocchino a cui aveva contestato il mancato pagamento della corsa Missaglia Merate delle 6.30, lo scorso 6 febbraio. Assistito dai suoi legali, Claudio Mazza e Marco Corti, ha raccontato a “La Provincia” la sua disavventura.

In particolare ha sostenuto di essere stato ripetutamente provocato da quel ragazzo e intimorito dall’atteggiamento del padre che si era presentato al momento del ritorno con frasi poco urbane. Aggiungendo poi di essere «un ex carabiniere, per me conta solo la legalità. Chi è onesto e chi no, e nel mio lavoro, chi paga il biglietto e chi non lo paga. Io non ho altri pregiudizi. Altro che licenziarmi con l’etichetta di essere razzista».

L’intervista completa su La Provincia di mercoledì 16

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