«Mia moglie schiava della cocaina»  E la polizia arresta lo spacciatore
La questura di Como (Foto by Carlo Pozzoni)

«Mia moglie schiava della cocaina»

E la polizia arresta lo spacciatore

Ancora una volta teatro della zona di spaccio era il parco Pineta

In manette un cittadino marocchino di 22 anni

La polizia torna nei boschi della Bassa Comasca, teatro giovedì scorso di una maxi operazione antidroga con l’intervento di duecento tra poliziotti e carabinieri, e arresta un altro spacciatore.

Questa volta, però, non si tratta di un’operazione di controllo, ma di un’inchiesta condotta dall’ufficio narcotici della squadra mobile della Questura di Como. Inchiesta che ha preso il via dalla disperata denuncia di un marito: «Mia moglie è schiava della cocaina, aiutatemi».

Sono cominciati così gli accertamenti che hanno permesso alla polizia di identificare almeno un paio di spacciatori di droga specializzati nella vendita al dettaglio di cocaina ed eroina. Ancora una volta teatro della zona di spaccio il parco Pineta. È qui che una donna comasca si riforniva regolarmente.

L’inchiesta della squadra mobile è stata condotta principalmente attraverso le intercettazioni telefoniche dei protagonisti del giro di cocaina ed eroina. Il tutto partendo dalle utenze telefoniche degli acquirenti e dai loro contatti periodici. Un’indagine tutt’altro che agevole, considerato il fatto che - a parte nomi di fantasia - gli spacciatori continuavano a cambiare telefoni e utenze telefoniche, tutte intestate a persone più o meno inesistenti.

L’attenzione dei detective della squadra mobile si è concentrata su un paio di cittadini nordafricani, particolarmente attivi nelle cessioni di sostanze stupefacenti. Uno di questi - pare - fornitore abituale della donna schiava della cocaina.

Nel corso del blitz di giovedì scorso, però, il pusher è riuscito a sfuggire alla cattura. E così venerdì i poliziotti si sono rimessi alla caccia e lo hanno ritrovato nella zona di Cirimodo, dov’è stato intercettato, ammanettato e sottoposto a fermo di polizia giudiziaria. Al Bassone è finito un marocchino di 22 anni, clandestino già raggiunto da decreto di espulsione dall’Italia. Domani sarà interrogato per la convalida del fermo.


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