Monte Olimpino, allarme cinghiali  I residenti: «Sono dappertutto»
Alcuni cinghiali a bordo strada in via Cappelletti

Monte Olimpino, allarme cinghiali

I residenti: «Sono dappertutto»

Tante segnalazioni dal cimitero a via Cappelletti. Abitanti esasperati: «Sono una ventina e pericolosi». Visti vicino alle case, alle auto e verso la dogana

Da San Donato al Monte Croce, dalla Spina Verde a Camerlata (anche all’interno del parco del vecchio ospedale Sant’Anna) e ora sono sempre più numerosi anche a Monte Olimpino. A ridosso delle case, a due passi da via Bellinzona, vicino al cimitero e al campo sportivo di Ponte Chiasso. E anche a bordo strada, incuranti delle auto e dei mezzi di passaggio.

Rovistano nella spazzatura

Le segnalazioni di gruppi di cinghiali si moltiplicano, soprattutto nelle ultime settimane e molti residenti hanno paura. Anche a portare fuori la spazzatura. E stanno pensando a una raccolta firme.

«Abbiamo contattato il 112 e, sabato sera, la Polizia locale - racconta Chiara Antonini - poiché dalle 18 in poi ormai è una costante imbattersi in questi animali ed è pericoloso. Saranno una ventina, tra adulti e piccoli che cercano cibo. Distruggono i prati e rovistano tra i bidoni dell’umido». E aggiunge: «Adesso è inverno, ma con la bella stagione la gente va a fare due passi qui in zona e non è certamente bello ritrovarseli faccia a faccia. Loro avranno paura di me, non discuto, ma posso avere io paura di loro?. Spero che chi di dovere intervenga poiché la situazione sta peggiorando».

Un anno e mezzo fa venivano stimati, solo nella Spina Verde, circa 150 capi e il lungo periodo di lockdown e traffico ridotto hanno incentivato i cinghiali a stabilirsi più a valle, a ridosso delle case. Trovano da mangiare facilmente ( amano tuberi, vertebrati, erba, avanzi di cibo) e si sentono sicuri.

«Sto sentendo tantissime segnalazioni - dice Geo Monga, che ha un bar proprio a Monte Olimpino - e ormai si vedono sempre più spesso. Dalla zona del cimitero alla via Spartaco Cappelletti (la strada che da via Pio XI scende quasi parallela alla Bellinzona, verso Ponte Chiasso, ndr). Dalla montagna, probabilmente anche per la neve, hanno iniziato a scendere a valle, complice anche il silenzio e la tranquillità dovuto al lockdown e al passaggio di molte meno macchine rispetto al solito».

Con il lockdown sono di più

I primi avvistamenti risalgono ad almeno un anno fa, ma i numeri sono successivamente aumentati in modo significativo. «Ricordo bene - prosegue Monga - che era stato anche un incidente sulla discesa verso la dogana, proprio a causa dei cinghiali. Adesso, però, ce ne sono molti di più. Ci sono persone in giro con i cani, ragazzini, insomma lo spavento è giustificabile. Certo, poi c’è anche chi porta apposta da mangiare...».

E proprio sul dare da mangiare ai cinghiali, che sono e devono restare animali selvatici, anche la Polizia provinciale aveva già stigmatizzato il comportamento in passato spiegando che si rischia, in questo modo, magari perché inteneriti dai piccoli, di far aumentare i numeri a dismisura e di non liberarsene più.


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