Sabato 19 Aprile 2008

Musso: nella ex filanda
arrivano 65 abitazioni

Sessantacinque nuovi appartamenti in un sol colpo per un paese di mille abitanti. Anche la ex filanda di Campagnano ha ceduto alle lusinghe delle società immobiliari: il consiglio comunale ha approvato un piano integrato di recupero per la realizzazione di un complesso residenziale con 65 unità abitative in sostituzione dell’edificio artigianale. Il progetto intestato alla società Araves di Como prevede tre distinti immobili che, grazie all’acquisto di terreni confinanti, consentiranno un aumento della volumetria esistente, che è di 6.500 metri cubi, a 9.200, con un aumento, insomma, del 30 per cento. Cementificazione eccessiva e lago ferito anche a Musso? Due consiglieri di minoranza hanno votato contro il progetto, anche se il capogruppo, Stefano Barbieri, motiva il proprio parere sfavorevole rifacendosi a un discorso a monte: «La destinazione residenziale dell’ex filanda di Campagnano, a questo punto, può anche essere l’unica soluzione possibile, ma sono determinate situazioni pregresse a non convincermi. Negli anni ’70, cessata l’attività originaria, l’edificio venne messo in vendita per pochi milioni di vecchie lire e, assieme alle forze sindacali, fui tra quelli che premettero affinché lo acquistasse il Comune. Non se ne fece nulla - prosegue Barbieri - e oggi il privato che ha venduto alla società immobiliare interessata pare abbia intascato cifre a sei zeri in euro. Mi stupisce anche il fatto che l’amministrazione abbia deciso di mutare la destinazione dell’area in cui sorge lo stabile, da artigianale a residenziale, ben due anni fa e non ora, al momento della cessazione dell’attività in corso». Il sindaco, Ugo Bertera, esclude tuttavia che il Comune abbia favorito il privato: «La variante che prevede la variazione di destinazione di numerose aree, compresa quella della filanda, non è ancora stata approvata dagli enti superiori e il progetto in questione è stato reso possibile grazie a un piano integrato che abbiamo attentamente esaminato e corretto nel giro di ben due anni: dagli oltre 12mila metri cubi iniziali siamo scesi a 9.200».

m.schiani

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