«Non tagliate quei pini sul lungolago»  Ambientalisti e cittadini si mobilitano
I pini sul lungolago che saranno tagliati nella prossima ristrutturazione (Foto by foto menegazzo)

«Non tagliate quei pini sul lungolago»

Ambientalisti e cittadini si mobilitano

MalgrateCresce la protesta: «Servono alla qualità dell’ambiente e come habitat dei volatili»

Il sindaco: «Hanno criticità, sono già caduti grossi rami. E saranno sostituiti con dei platani»

Associazioni ambientaliste e un gruppo di cittadini in difesa dei 12 pini presenti nel tratto di lungolago malgratese verso il ponte Kennedy. L’amministrazione comunale, infatti, ha deciso di rimuoverli e sostituirli con dei platani, nell’ambito dei lavori per completare l’ultimo lotto della passeggiata a lago.

«Non sono neanche autoctoni»

«Sono alberi – spiega il sindaco Flavio Polano – che presentano delle criticità. Hanno radici che si espandono in orizzontale rischiando di far inciampare le persone. Avremmo quindi dovuto effettuare un’operazione di rialzo del lungolago con possibili problemi futuri alla pavimentazione, visto che le radici crescono sempre. Inoltre, il pino è una albero più delicato rispetto agli altri e infatti è già capitato che durante forti temporali estivi, ormai sempre più frequenti, cadessero dei grossi rami rischiando di far male alle persone». Alla base della scelta anche il fatto che è considerato non autoctono: «Questo pino non cresce naturalmente sulle sponde del nostro lago. Al loro posto metteremo dei platani, visto che sul nostro lungolago ci sono già insieme ai cipressi. Settimana prossima – continua Polano - incontrerò Wwf e Legambiente che hanno chiesto di capire meglio la situazione. Ribadisco che non stiamo depauperando il patrimonio arboreo del paese, ma andremo a collocare piante autoctone, più robuste e che non danno problemi. Tra 50 anni i cittadini ci ringrazieranno».

Le reazioni decise

Motivazioni che non convincono Laura Todde, presidente di Legambiente Lecco: «Speriamo di trovare una soluzione per salvarli. Le essenze che il sindaco vorrebbe piantare non sono più autoctone dei pini domestici che intende sostituire. Se invece c’è un tema di sicurezza, ci aspettiamo che venga resa nota la perizia che ne accerta le condizioni. Preciso che i tronchi dei pini sono piegati perché è il modo in cui gli alberi reagiscono al vento, non perché stanno per cadere». La rimozione, prevista entro fine febbraio, per Legambiente sarebbe un grosso danno: «Sono alberi che hanno un valore, svolgono un sacco di funzioni sia come habitat per gli uccelli sia per la qualità dell’ambiente. Senza considerare i costi di rimozione, piantumazione e per la manutenzione dei platani che è molto onerosa».

In difesa dei pini del lungolago anche un residente Daniele De Lazzari: «Mi rifiuto di credere che chi ha condiviso l’idea di una struttura tanto avveniristica, abbia difficoltà a risolvere il problema delle radici affioranti. Inoltre, le piante esotiche sono una caratteristica del nostro lago: con questa logica oltre al pino domestico dovrebbero abbattere anche cipresso, olivo, cedro del Libano, rododendro, palma e alloro».


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