Nuovo palazzetto
C’è chi non ci crede
«Meglio il Pianella»

In città: «Siamo stanchi di essere presi in giro»

Accuse contro «gli sprechi ripetuti negli anni»

E c’è chi ironizza su una metropolitana per Desio

Dopo il due, per amor del cielo, non ci sia anche il tre.

Il Comune e la pazienza dei canturini, sul fronte palazzetto, hanno già dato. E adesso di imbarcarsi in una nuova impresa i cittadini proprio non paiono aver voglia.

Che si metta mano al Pianella,è la richiesta diffusa. Oppure si lasci perdere del tutto, che oggi la priorità non è certo avere un nuovo palasport, azzarda persino qualcuno, verosimilmente non proprio tifosi sfegatati biancoblù.

Quel che appare palpabile, parlando con la gente a spasso per il centro, è che c’è molta disillusione; e, complice la crisi economica che chiude un’azienda dopo l’altra, anche una certa rabbia a causa dei tanti soldi pubblici gettati al vento con il Palababele. Hai voglia a spiegare che per questo secondo palazzetto mai nato, almeno dal punto di vista economico, il Comune al momento non c’ha rimesso che il primo stato d’avanzamento lavori: ovvero 350 mila euro arrivati da Roma.

Neppure i tifosi veri, come Claudio Guanziroli, si sono strappati i capelli nei giorni scorsi alla notizia che il Comune ha proceduto con la risoluzione del contratto per il project financing da 55 milioni di corso Europa: «Io in verità nemmeno lo sapevo, ma sono molto contento. Avevo 18 anni quando si iniziò a parlare del primo palazzetto, ormai ne ho 46. Mi sembra di essere stato preso in giro a sufficienza».

Decisione fra sei mesi

Il sindaco Claudio Bizzozero ha annunciato che entro 6/8 mesi verrà annunciato quale strada si deciderà di seguire: costruire il palazzetto sul sedime attuale, costruirlo altrove oppure siglare un accordo di programma col Comune di Cucciago per intervenire sul Pianella. «Secondo me l’unica ipotesi è questa, sistemare il Pianella, che basta e avanza. Oppure – continua Guanziroli ridendo – realizzare una metropolitana da qui a Desio».

La maggior parte degli interpellati è d’accordo con lui: Pianella per sempre. Perché di soldi e di tempo se ne sono spesi parecchi, e c’è chi si lascia andare anche a una sequela d’improperi ripensando a proclami del passato e prime pietre.

«Sinceramente non credo sia un danno se non faranno più questo palazzetto - dice Giuseppe Maugeri – anzi è la cosa migliore. Questa faccenda si trascina dai tempi di Italia 90 ed è una vergogna di cui parla tutta l’Italia».

Diplomatico ma di fatto identico nel concetto Marco Romico, che si dice spiaciuto per la risoluzione solo per lo spreco di risorse, «uno spreco reiterato negli anni. Con quei soldi avremmo potuto realizzare un centro d’aggregazione giovanile o un auditorium per la musica e invece non c’è neppure il palasport. Ci hanno tentato due volte, la terza sarebbe diabolica».

Al mercato del sabato il tema non pare destare troppo dolore tra la gente intenta a fare la spesa. «Non è disinteresse – appunta un uomo al banco della verdura – è rassegnazione, dopo troppi anni. Il che è anche peggio». Toni più alti tra le persone anziane, che invitano a pensare piuttosto alle loro troppo magre pensioni e non ai buchi in corso Europa.

Le colpe dei politici

Anche secondo Emilio Cattaneo «non è pensabile fare un terzo palazzetto, c’è il Pianella da sistemare. Di certo i politici di tutti i colori, in questi anni, non hanno fatto il bene della città».

Colpa anche del momento economico, secondo Carlino Cattaneo, che il Pianella lo frequenta perché addetto agli arbitri della Pallacanestro Cantù: «Se fossero partiti anni fa con i lavori e avessero affittato gli spazi commerciali, come da piano del privato, ce l’avrebbero fatta. Ma il mondo economico di oggi non è quello di qualche anno fa». Non nasconde però che quell’arena da 7mila posti fosse fin troppo per Cantù: «Il Pianella risistemato, con 5.500 posti, sarebbe più che sufficiente».n

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