Omicidio di Carugo
«Ho sentito due colpi vicini»

Il racconto di una testimone. All’arrivo l’ambulanza non si è accorta di Molteni L’architetto era accasciato a terra, ma non era visibile

Il figlio non sapeva nulla, poi è sceso sotto: «Papà, papà»

«Erano due spari: non si poteva sbagliare. Due colpi di pistola. Il primo e poi, dopo cinque o sei secondi, l’altro. Mi sono affacciata. E, come me, anche altri. Ma in strada non c’era già più nessuno». Gisella Lo Giudice, 44 anni, assistente amministrativa, abita nei dintorni della casa di via Garibaldi, a Carugo, dove è avvenuta, mercoledì sera verso le 21, l’uccisione dell’interior designer Alfio Vittorio Molteni. Ferito gravemente, l’architetto 58enne è morto poco dopo all’ospedale di Cantù. E se alcuni dicono di non aver sentito nulla, altri, in zona, hanno ben udito il fragore della doppia detonazione.

Trovato a terra

Invisibile nel buio, tra le piante del giardino, Molteni è stato trovato a terra dal figlio maggiore, in quel momento in casa, sceso in cortile. «No... no... papà... papà...», le parole del giovane sentite nella disperazione.

La ricostruzione degli attimi fatali mette Molteni faccia a faccia con i killer, mentre è ancora mistero sul movente.

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