Pensava di averlo ucciso
«Lui mi maltrattava»

Il dramma in via Delle Rimembranze a Canzo. La donna ha ferito il marito ed è stata convinta dalla sorella a costituirsi

Pensava di averlo ucciso «Lui mi maltrattava»

«Mi ha fatto passare una vita d’infermo, mi maltrattava in continuazione, non ce la facevo più a sopportarlo»: con queste parole Felicia Lombardo, 47 anni - sposata e madre di tre figli - ha cercato di spiegare ai carabinieri perché mercoledì pomeriggio intorno alle 17 abbia tentato di ammazzare il marito Franco Raniero Di Napoli, 56 anni, ex autotrasportatore, colpendolo con un machete mentre riposava nella loro casa di via Delle Rimembranze a Canzo.

Un dramma familiare sfociato nella furia cieca di un’aggressione a freddo impugnando un attrezzo, il machete appunto, che ha procurato ferite profonde al volto dell’uomo, al punto che la donna era convinta di averlo ucciso per davvero. Ma sono passate ore prima che si decidesse, persuasa dalla sorella presso la quale si era rifugiata, a Missaglia, in provincia di Lecco, a costituirsi in caserma a Casatenovo.

Il racconto reso ai carabinieri ha avuto un rapido riscontro alle 22 del giorno stesso, quando i militari del Nucleo operativo e radiomobile di Merate, del Nucleo investigativo di Como e della stazione di Asso sono entrati nella casa ed hanno trovato l’uomo riverso a terra in un lago di sangue. Salvato appena in tempo: portato in ospedale al Sant’Anna e sottoposto a intervento chirurgico, sarà dimesso a breve con una prognosi di 25 giorni.

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