Mercoledì 29 Maggio 2013

Policlinico di Milano

Inchiesta sui sabotaggi

Il palazzo di Giustizia di Milano

Per alcuni atti di sabotaggio che hanno messo a rischio i pazienti ricoverati al Policlinico e alla Mangiagalli di Milano, la Procura ha aperto un’inchiesta ipotizzando il disastro doloso e altri reati ritenendo sia stato cagionato un pericolo all’incolumità e alla salute pubbliche. L’indagine, ancora a carico di ignoti, è stata avviata 6 mesi fa su episodi avvenuti negli ultimi 3 anni come incendi dolosi, ultimo il 20 maggio nei sotterranei del padiglione Granelli, o la manomissione di un impianto in una sala operatoria.

Da quanto si è saputo, inquirenti e investigatori stanno indagando a 360 gradi per capire se dietro gli atti ritenuti di sabotaggio ci sia la mano di un folle o una o più persone che hanno voluto mandare messaggi minatori ai vertici dell’ente che sotto il nome di Fondazione Policlinico-Mangiagalli riunisce più strutture in una sorta di cittadella della salute nel cuore di Milano.

Secondo le indagini, l’incendio del 20 maggio, domenica pomeriggio e durante l’orario di visita dei parenti, si sarebbe sviluppato da un carrello per la distribuzione di materiale sanitario riempito di carta e al quale è stato appiccato il fuoco subito spento. Il fumo che si è sprigionato dai sotterranei del padiglione Granelli fortunatamente non ha costretto ad evacuare i pazienti ricoverati al secondo e terzo piano, tra i quali anche i trapiantati di midollo osseo.

Nel novembre 2011, proprio mentre era ricoverato il giocatore del Milan Antonio Cassano, il fuoco invece sarebbe stato appiccato in un locale dismesso e usato solo per il deposito di materiale per le pulizie al padiglione Moneta, uno di quelli da demolire. Un anno e mezzo fa è stato appiccato il fuoco a un armadio, sempre contenete carta, all’ultimo piano del padiglione Alfieri dove si trovava un archivio di documentazione dell’ospedale.

Un’ altra volta ancora è stato manomesso il quadro dei comandi di un impianto che eroga i gas medicali di una sala operatoria ed è stata chiusa la valvola del tubo che fornisce aria compressa in genere usata per pulire il campo operatorio. La Procura indaga anche su dei bossoli di cartuccia da caccia lasciati tempo fa nei pressi del compattatore di rifiuti della struttura sanitaria.

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