Venerdì 27 Dicembre 2013

Provocano valanga sciando

Una donna ferita, tre denunciati

Il desiderio incontrollabile di provare il brivido di snowbordare fuori pista, è costato a una trentaseienne di Vedano al Lambro il ricovero in ospedale, mentre un seregnese è stato denunciato per valanga. Vacanze natalizie a dir poco originali quelle trascorse a Bardonecchia, in provincia di Torino, da S.C. trentaduenne seregnese. Nella mattinata di giovedì, festività di Santo Stefano, insieme ad altre due persone O.J., 36 anni, donna con casa a Vedano al Lambro ma di origini serbe, e a D.A., 38 anni di Anzano del Parco in provincia di Como, stavano sciando anzi scivolando sullo snowboard fuori pista, nonostante a Mezelet il pericolo di valanga fosse al livello 4 ossia il massimo. Il rapido movimento dei tre sulla neve ha provocato una slavina, diventata poi una valanga. A pagarne le spese è stata proprio la donna che stava snowbordando, finita travolta dall’onda di neve e ghiaccio. Trasportata in elicottero all’ospedale Cto di Torino, non è in pericolo di vita, ma ha riportato un trauma lombare e ipotermia. Secondo quanto sono riusciti a ricostruire i carabinieri della stazione di Bardonecchia, si trovava su una pista chiusa e sarebbe stata lei, assieme a due amici, a provocare la slavina. Per questo motivo i tre sono stati denunciati.

Quasi contemporaneamente, ossia a mezzogiorno, un’altra valanga è costata la vita a una ventiquattrenne francese. Il ragazzo è morto sotto gli occhi dei due fratelli. Il giovane è deceduto verso le 16 per asfissia, ipotermia e trauma da valanga. Lui, originario di Annecy nell’Alta Savoia, stava sciando fuori posta insieme ai fratelli di 22 e 27 anni. I tre indossavano degli sci “free ride”, un modello molto largo che permette evoluzioni e discese in neve fresca simili a quelle di uno snowboard. Quando dalla parete della montagna si è staccato l’immenso blocco di neve, due sono riusciti a “rimanere a galla” ma il terzo, Guillaume De Tellier, 24 anni, è stato sommerso. É rimasto sotto la neve per un’ora. Rianimato dagli uomini del 118 e del Soccorso alpino, è stato trasportato al Cto, ma non c’è stato modo di salvarlo. Per i due fratelli è scattata la denuncia, oltre che per valanga colposa, anche per omicidio colposo. É assurdo come episodi del genere possano accadere. Dopo le abbondanti nevicate sulle montagne piemontesi nel giorno di Natale era stato segnalato forte pericolo di valanghe, il tutto unito a forti venti da sud, aveva spinto l’Arpa piemontese a diramare un bollettino straordinario sul pericolo valanghe portando il livello al grado 4, forte, e 5, molto forte. Tutte le piste erano state chiuse in via precauzionale, ma i sei sciatori sono scesi ugualmente.

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