Se ne va la cooperativa dei migranti  Nell’Abbazia non resterà nessuno
Una vista dell’Abbazia dell’Acquafredda in frazione Lera di Lenno, comune di Tremezzina

Se ne va la cooperativa dei migranti

Nell’Abbazia non resterà nessuno

Tremezzina: a distanza di tre mesi dall’evacuazione a causa della frana è cominciato il trasloco. Da 5 anni era un centro di accoglienza

Per almeno la terza volta in più di 800 anni di storia sembrano scorrere i titoli di coda sul presente e parte del futuro dell’Abbazia dell’Acquafredda, ubicata in frazione Lera a Lenno e che ormai da cinque anni ospitava un centro di accoglienza per migranti (34 quelli presenti negli ultimi mesi, quasi tutti provenienti dall’Africa Subsahariana).

La causa scatenante di quello che si profila in tutto e per tutto come un addio definitivo al centro di accoglienza è stata l’ondata di maltempo su larga scala che ha colpito anche Tremezzina e in particolare la frazione di Lera, con sei abitazioni evacuate a partire dal tardo pomeriggio del 29 ottobre. Provvedimento inevitabile - causa frana - quello adottato dal Comune di Tremezzina, che dal 7 novembre è stato allargato all’intero compendio dell’Abbazia dell’Acquafredda.

La scorsa settimana, una parte della struttura sarebbe già stata sgomberata. Altro indizio: al personale impiegato all’Abbazia (cinque persone e un mediatore culturale) è già stata comunicata la fine della collaborazione. Un autentico fulmine a ciel sereno. Il centro è gestito da una cooperativa bergamasca, che non commenta. Al Comune sono ancora in attesa di una comunicazione ufficiale.

I particolari sull’edizione de “La Provincia” di sabato 12 gennaio


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