Stadio di Como, nuovo stop  La città delle opere rimaste sulla carta
Vista aerea dell’area stadio e lungolago

Stadio di Como, nuovo stop

La città delle opere rimaste sulla carta

Da anni i problemi sono sempre gli stessi, ma la maggior parte sono irrisolti o in maxi ritardo. Da Villa Olmo agli impianti sportivi, solo incertezze

I più scaramantici potrebbero pensare a una maledizione, i più pragmatici sono pronti a elencare una serie di responsabili, ma il dato certo è che a Como i problemi sono gli stessi da anni. La maggior parte irrisolti, quelli che si stanno sbloccando (vedi paratie) viaggiano con un ritardo quasi decennale e altri temi sono addirittura all’anno zero nonostante se ne parli da almeno quindici anni.

Quante grane

L’ultima grana arriva dallo stadio Sinigaglia: dopo incontri, discussioni e le proteste dei tifosi, sembrava che il prolugamento della concessione al Calcio Como di dodici anni (nel pacchetto c’è anche il rifacimento del campo trasformandolo in sintetico), ma la vicenda ha subìto una brusca frenata. Una vicenda intricata, con il risultato che il campo difficilmente sarà pronto per la nuova stagione e che tutto potrebbe quindi slittare di un anno.

Passando alle incompiute comasche per eccellenza, non si può non nominare Ticosa e paratie. La prima vede ancora una bonifica incompleta (la gara per assegnare i lavori è alle battute finali, ma poi ci vorrà un anno di cantiere), l’idea progettuale lanciata dagli uffici (con il trasferimento del Comune, piazze, parcheggi e spazi pubblici) congelata a causa anche del blocco di tutte le fiere internazionali e il parcheggio provvisorio ancora molto lontano dall’essere realizzato. Le paratie, invece, dopo otto anni di blocco, hanno visto la ricomparsa sul cantiere dei primi operai della nuova cordata di aziende che ha vinto l’appalto da quasi 13 milioni di euro, ma i lavori veri e propri partiranno a settembre e per vedere le prime parti completate ci vorranno non meno di due anni.

Problemi anche per gli impianti sportivi: la piscina olimpionica di Muggiò è chiusa da un anno e, probabilmente, riaprirà a settembre (se verrà formalizzato l’accordo con Csu) ma solo provvisoriamente e alle società sportive, mentre il maxi progetto di rifacimento presentato da Nessi & Majocchi attende una decisione dal Comune che non arriverà prima di qualche mese. Inutile citare il caos in cui versa la vasca ex Como Nuoto con assegnazioni, revoche e polemiche su chi debba gestire la struttura (l’ultima decisione premia la Como Nuoto) e il lido di Villa Geno che resterà chiuso almeno fino all’anno prossimo. E il palazzetto dello sport di Muggiò non vedrà la luce prima del 2024, dopo l’ennesimo slittamento del programma di progetto, appalto e lavori.

Politeama all’anno zero

Tra i grandi temi che viaggiano con ritardi record c’è il progetto di restauro di Villa Olmo che ancora deve vedere la sistemazione delle serre, del ristorante e di tutto l’interno con tempi che non sono più stati indicati. A proposito di tempi è sparito dai radar il progetto di sistemazione complessiva dei giardini a lago: dopo aver aggiunto i giochi per i bambini e ottenuto l’ok della Soprintendenza non se ne è più parlato. Le carte sono negli uffici, ma nessuno sa quando e se partiranno i lavori.

Infine per quanto riguarda il recupero del Teatro Politeama si è tornati praticamente al punto di partenza. In otto anni il valore si è dimezzato, arrivando a 2,3 milioni e, nessuno lo vuole acquistare. E siamo ancora agli appelli alla città.


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