Tre giorni di incendi  Devastata la  Grona
1Il Monte Grona è frequentato dai turisti che vanno verso il Rifugio Menaggio2IlSpiegamento di forze di vigili del fuoco e Forestale per spegnere i roghi alcuni sul retro del monte e quindi difficilissimi da raggiungere3L’elicottero in azione (Foto by Foto Selva)

Tre giorni di incendi

Devastata la Grona

Ennesimo rogo ieri. Vigili del fuoco e Forestale in pericolo durante le operazioni di spegnimento

Venti ettari distrutti. Il sindaco di Plesio: «Vicino al rifugio Menaggio ci vanno tantissimi turisti»

Le fiamme sono divampate mercoledì sopra il rifugio Menaggio e per l’intera giornata hanno operato in quota i volontari della squadra antincendio della Comunità montana, il Corpo forestale dello Stato e i Vigili del fuoco di Menaggio e Dongo.

Fiamme spinte dal vento

Giovedì, pomeriggio, sempre favorito dal vento, il rogo ha interessato anche il versante retrostante della Grona, più difficile da raggiungere, e anche ieri si sono protratte le operazioni di spegnimento, che hanno coinvolto una ventina di uomini e due elicotteri della protezione civile, che hanno fatto la spola fra il lago e la montagna.

Le fiamme sono arrivate a pochi metri dal rifugio, che fino a giugno rimane aperto solo nei fine settimana. Ieri, per fortuna, il vento è calato e, dopo una mattinata intensa di operazioni, le squadre operanti sono riuscite a domare del tutto le fiamme.

Il resoconto è desolante: almeno venti ettari di terreno montano, con arbusti tipici di quella fascia tra i 1.400 e i 1.700 metri di quota, sono andati in fumo, con una montagna molto frequentata e apprezzata dagli appassionati escursionisti che risulta devastata; squadre di uomini hanno lavorato incessantemente per tre giorni, rischiando l’incolumità fisica; le spese, soprattutto per il necessario coinvolgimento dei velivoli, sono ingenti.

Difficile, in questo caso, individuare le esatte cause dell’incendio sul monte Grona: l’altezza è tale, infatti, da risultare ben al di fuori della fascia di pascolo, dove un tempo i contadini usavano bruciare le aree di pascolo per disinfettare il terreno (pratica non scomparsa del tutto). Ma sul fatto che all’origine ci sia la mano dell’uomo, comunque, non ci sono dubbi: «Col vento e il terreno secco basta poco per scatenare un incendio - afferma il responsabile della squadra antincendio comunitaria, Mauro Caligari - . È scontato, comunque, che qualcuno ha appiccato il fuoco, volutamente o per estrema superficialità. Gli appassionati di montagna amano l’ambiente e non compiono disattenzioni simili; pur non essendo in fascia di pascolo, non escluderei l’atto doloso».

Attenzione alle sigarette

È bruciato soprattutto un angolo di paradiso, che nell’ambito dell’alta quota ha pochi termini di paragone in territorio lariano: «È bruciato tutto - interviene il sindaco di Plesio, Fabio Conti - . Questa montagna, grazie anche alla presenza del rifugio Menaggio, è meta di tantissimi escursionisti fin dai primi mesi dell’anno e vederla del tutto arsa provoca una gran tristezza. C’è voluto un notevole spiegamento di forze per aver ragione delle fiamme e, anche se personalmente non voglio sbilanciarmi sulle possibili cause, invito tutti a fare più attenzione, perché i danni e le spese, poi, sono a carico di tutti». n


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