Velluti rossi e tanti vip seduti in carrozza  Proprio 140 anni fa il primo treno a Erba
L’arrivo della prima locomotiva nella stazione di Erba Incino

Velluti rossi e tanti vip seduti in carrozza

Proprio 140 anni fa il primo treno a Erba

L’anniversario Erano le 13.30 del 31 dicembre 1879 quando la locomotiva entrò in stazione

Alle 13,30 di 140 anni fa, 31 dicembre 1879, un mercoledì, giungeva a Erba il primo treno che inaugurava la nuova linea ferroviaria Milano-Erba, voluta dall’ingegnere belga Albert Vaucamps, esempio di nobile che guardava molto avanti.

Il convoglio trainato da una ansimante locomotiva partì dalla stazione milanese a mezzogiorno in punto. Giunse a Erba un’ora e mezza più tardi. Il tempo reale della corsa sarebbe stato di certo più breve se il convoglio non avesse dovuto fare soste piuttosto lunghe a Seveso, Meda, Mariano Comense e Inverigo per permettere ai numerosi Vip che, assieme a Vaucamps, sedevano sui velluti rossi delle vetture (per l’occasione tutte di prima classe) di ricevere gli onori delle autorità locali.

Due giunte al completo

Alla stazione erbese vi erano lo schieramento delle giunte e dei consigli comunali di Erba e Incino. I due paesi si sarebbero uniti nel 1906 , ma la stazione, situata a Incino, portava già il nome di Incino Erba come si vede anche dalle foto d’epoca.

La linea Milano-Erba fu la seconda della rete delle Ferrovie Nord Milano, che in quei tempi si chiamava ancora “Società Anonima delle Ferrovie Milano-Saronno e Milano-Erba”. La prima fu la Milano-Saronno inaugurata nel marzo del 1879.

Ma perché il lungimirante Vaucamps scelse proprio Erba e Incino per stendere i primi binari delle sue imprese ferroviarie?

Una stagione brillantissima

Perché in quei tempi Erba viveva una stagione brillantissima. Sulle sue colline stavano le ville e i grandi alberghi (Crotto Rosa, Albergo Erba, Boccogna) che accoglievano il meglio della nobiltà e dell’alta borghesia milanese e lombarda. Era questa una società legata a doppio filo con i Savoia che erano nella Villa Reale di Monza.

Quindi l’idea di Vaucamps non fu certo a vantaggio di pendolari e lavoratori. Fu privilegio delle famiglie potenti. Lo stato di grande grazia posato su Erba fu spento dalle pallottole sparate a re Umberto 1 da Gaetano Bresci a Monza. E l’influenza dei Savoia su Erba cessò di colpo. Ma la ferrovia ormai c’era. E nel 1922 fu allungata fino ad Asso. Nonostante ormai viaggiassero solo lavoratori i treni della Nord mantennero ancora una leggera aria “belle époque” con il bar funzionante e i camerieri con il farfallino.


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