Vincita alla lotteria irlandese
La truffa viaggia sull’Sms

Como

«Lei ha vinto alla lotteria irlandese». Questa volta la truffa viaggia sull’Sms. Lo racconta una nostra lettrice, che ha riferito l’accaduto anche alla Polizia postale, che indaga sui reati informatici e telematici. «Mi è arrivato questo Sms - racconta la lettrice - in cui si diceva che avevo vinto 1857, 432 euro alla lotteria irlandese e di comunicare le mie coordinate bancarie a un indirizzo e-mail, irlandalotto7 @gmail.com. Naturalmente non mi sono fidata, e la polizia postale mi ha poi confermato che si tratta di un raggiro piuttosto diffuso. Quello che mi chiedo è come hanno fatto i truffatori ad avere il mio numero di cellulare. Si tratta di certo di persone abili: la vincita non particolarmente elevata potrebbe indurre qualche persona poco accorta a credere che il messaggio sia vero, una grossa somma al contrario potrebbe insospettire. Fra l’altro per mia curiosità ho verificato i numeri estratti alla lotteria irlandese, tre dei numeri dell’ultimo sorteggio coincidevano con quelli che mi venivano attribuiti dall’Sms. Quindi gli autori del tentativo di truffa si sono persino premurati di rendere verosimile il loro messaggio».

Di tentate truffe come quella denunciata dalla nostra lettrice è pieno Internet. Ma le cronache registrano infinite varianti dei raggiri con cui i soliti ignoti cercano di spillare denaro alla vittima di turno, spesso e volentieri un anziano. C’è il finto tecnico che si intrufola in casa con una scusa. A volte sottrae preziosi o denaro, altre inventa scuse fantasiose: per esempio - si sono verificati numerosi casi - che l’oro lasciato vicino alle tubature dell’acqua si sarebbe deteriorato e che era meglio affidarlo a qualcuno (il truffatore, ovviamente) che lo avrebbe protetto.

Altre volte il finto tecnico è raggiunto in un secondo momento da un altrettanto finto poliziotto che, mostrando come presunta refurtiva un oggetto prelevato dal complice in casa delle vittime, li convince ad accertarsi che i gioielli siano tutti al sicuro. Salvo poi farli sparire con destrezza.

Poi c’è la richiesta di informazioni per strada. Un grazie, un abbraccio, e portafogli e catenine spariscono. Come spariscono le borse lasciate incustodite sui carrelli della pesa, magari dopo che un gentile truffatore ci ha fatto notare, per distrarci, che ci è appena cauta una monetina.

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