Venerdì 18 Aprile 2008

Visita a sorpresa ad Arosio:
un esemplare di upupa

Un avvenimento che ha dell’eccezionale quello che si è verificato nei giorni scorsi all’osservatorio ornitologico della Fondazione europea Il Nibbio di Arosio: nelle reti che servono per catturare gli uccelli da studiare durante il periodo della migrazione, è rimasto impigliato un esemplare di upupa.
“Effettivamente non accade spesso di catturare volatili di questa specie – conferma Paola Magnani, collaboratrice de Il Nibbio -: negli ultimi anni è capitato solo tre volte, di cui l’ultima due anni fa”. La scoperta è stata fatta da Domenico Conti, inanellatore esperto autorizzato dell’Istituto nazionale della fauna selvatica che collabora con Il Nibbio: durante il tradizionale giro di controllo delle reti verticali che sono collocate in diversi punti dell’oasi naturalistica arosiana, mascherate dalle piante per non spaventare gli uccelli, nei giorni scorsi ha trovato impigliata l’upupa. “E’ stata una grande emozione – prosegue Paola Magnani -: lo stesso Domenico, raccontava che quand’era bambino, non era difficile imbattersi in questo tipo di uccelli che sono forse tra i più belli e colorati dell’avifauna europea, ma negli ultimi anni sembravano quasi spariti. Grande, quindi, è stata la nostra sorpresa, ma soprattutto la gioia”. L’inanellatore ha provveduto a togliere l’animale dalla rete per riporlo in un apposito sacchetto di cotone che serve per tenere tranquillo l’animale: in questa speciale custodia, infatti, l’uccello si trova al buio e questo consente di non farlo agitare proteggendolo da qualsiasi movimento scomposto che potrebbe riportargli lesioni. L’upupa è stata quindi trasportata all’osservatorio dove si è proceduto con l’analisi dei diversi valori biometrici, tutti (peso, altezza, apertura alare e così via), tranne uno, ovvero il sesso: “L’upupa – spiega Paola Magnani, anche lei inanellatrice e quindi profonda conoscitrice delle varie specie di volatili – non permette la distinzione tra maschio e femmina in quanto il piumaggio è identico”.

m.schiani

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