Martedì 24 Novembre 2009

Artigiani, monito a De Santis:
"Pronti a rivedere gli accordi"

Tensioni da Confartigianato Como per la Camera di Commercio: il segretario generale, Giorgio Colombo, annuncia una profonda riflessione nei confronti della eventuale decisione del presidente di via Parini, Paolo De Santis, di nominare vicepresidente camerale Attilio Briccola, industriale, numero uno della Compagnia delle Opere. Il nome più accreditato alla vicepresidenza era invece quello di Fulvio Alvisi, imprenditore artigiano.

Ma il presidente degli artigiani comaschi, Cornelio Cetti, precisa ulteriormente la posizione degli artigiani, subito dopo Colombo: da vicepresidente della Camera di Commercio negli ultimi cinque anni, Cetti ufficialmente non ha fatto una piega quando non è stato ricandidato nella giunta camerale. Ma ora Cetti ha qualcosa da dire: «Dico basta a questa polemica e dico basta a questi toni. Io non sono più entrato in giunta camerale, perché sono in scadenza da presidente Confartigianato e non intendo restare ancora ai vertici, voglio favorire il ricambio - premette -. Ma fino a questo momento, sono il presidente dell’Associazione. Quindi, compete a me lanciare il messaggio ufficiale ed è questo: basta con le polemiche, in questo momento così critico per tutti cerchiamo di parlarci e di trovare punti d’incontro, non di scontro. Per questo dico anche al mio segretario: parliamone. Perciò, discutiamo, appianiamo e non diamo un’immagine di litigiosità tra istituzioni ed associazioni della quale non si sente il bisogno, Certo è comunque che Confartigianato e i piccoli artigiani continuano ad essere un punto di riferimento importante per il territorio e per l’economia locale. E questo peso imprenditoriale sarei felice se venisse ancora riconosciuto. Forse sarebbe anche opportuno».

Ma qual è il problema? «È un problema di rispetto delle rappresentanze e di responsabilità - spiega Colombo -. Noi abbiamo sostenuto lealmente la candidatura di De Santis, l’abbiamo fatto votare all’unanimità, io stesso ho fatto da mediatore per risolvere alcuni aspetti spinosi, come quelli con i commercianti, abbiamo fatto la giunta che De Santis voleva e ci sembrava scontato che la vicepresidenza toccasse agli artigiani, nella persona di Fulvio Alvisi. Non perché - spiega Colombo - sia un premio. Ma per un dato inconfutabile: le piccole imprese rappresentano l’85% dell’economia locale». E dunque? «Dunque, la vicepresidenza tocca a noi. Che cosa vogliono fare, l’industria pigliatutto? - prosegue il segretario -. Un vicepresidente nostra espressione rappresenta la vera consistenza e la vera forza dell’economia e rappresenterebbe tutte le piccole imprese». Questione di potere? «Questioni di evidenza di numeri e di importanza». Le contromisure: «Noi aspettiamo fino al 3 dicembre. Se De Santis nomina Briccola, valuteremo: sul tavolo, c’è il bilancio camerale, ma ci sono anche tutte le società esterne. Le prenderemo in esame e potremmo anche decidere che possono fare a meno di noi. De Santis ci ha messo all’angolo: capiremo che cosa fare. Siamo preoccupati, ma anche fiduciosi che troverà una soluzione».

De Santis, da parte sua, non rilascia dichiarazioni: «Sto riflettendo e parlerò alla giunta. Non c’è niente di definito», si limita ad affermare. Il caso è nato perché in un colloquio con Colombo e Garimberti, Cna, il presidente camerale ha esposto la propensione a nominare alla vicepresidenza Attilio Briccola perché ha lavorato con lui negli ultimi cinque anni; la Compagnia delle opere rappresenta ogni categoria, piccoli, medi e grandi imprenditori in ogni settore ed ha conoscenze ad ogni livello.

«Ma De Santis può scegliersi chi vuole - rimarca Cetti - per undici anni, il presidente della Camera di Commercio è stato Marco Citterio, proveniente dall’artigianato ed è stato bravissimo. Per cinque anni, io sono stato vicepresidente e mi hanno ringraziato per il lavoro compiuto. De Santis parlerà alla giunta, motiverà le ragioni di una scelta e la giunta voterà come ritiene opportuno: noi non abbiamo né comprato, né affittato la vicepresidenza e non possiamo pretendere. Certo è, ribadisco, sarei felice se venisse riconosciuto il peso e il riferimento che ancora hanno gli artigiani come pilastro portante dell’economia del territorio».

s.casiraghi

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