Fulvio Alvisi vicepresidente
della Camera di Commercio

Una piccola retromarcia. Un passo indietro - ma non aveva mai nascosto di essere disponibile se glielo avesse chesto lo stesso De Santis -, quindi, lo ha fatto Attilio Briccola, industriale della pelle, titolare della Bric's di Olgiate, ma soprattutto presidente della Compagnia delle Opere e indicato, un po' a sorpresa e in difformità dagli accordi, come «preferito», direttamente da De Santis, rispetto ad Alvisi. Evidentemente, quindi, il presidente della Camera di Commercio ha chiesto a Briccola di fare il «famoso» passo indietro. E tanto è successo.

Alla fine, dopo quasi due settimane di braccio ferro fra artigiani (Confartigianato e Cna) da una parte e Confindustria Como dall'altra, con, in mezzo, il presidente della Camera di Commercio, Paolo De Santis, gli accordi iniziali sono stati rispettati. Vicepresidente dell'ente camerale è stato nominato Fulvio Alvisi, artigiano tessile, presidente di Comocrea e, soprattutto, nome designato fin dall'inizio a succedere alla stessa poltrona di numero due di via Parini a Cornelio Cetti, presidente di Confartigianato Como. Un passo indietro - ma non aveva mai nascosto di essere disponibile se glielo avesse chesto lo stesso De Santis -, quindi, lo ha fatto invece Attilio Briccola, industriale della pelle, titolare della Bric's di Olgiate, ma soprattutto presidente della Compagnia delle Opere e indicato, un po' a sorpresa e in difformità dagli accordi, come «preferito», direttamente da De Santis, rispetto ad Alvisi. Evidentemente, quindi, il presidente della camera di Commercio ha chiesto a Briccola di fare il «famoso» passo indietro. E tanto è successo.

Così ieri, in una riunione fiume della neo Giunta camerale, al cui ordine del giorno c'era anche l'esame del bilancio - motivo per cui l'incontro si è concluso a tarda sera - la partita intorno all'ente di via Parini si è conclusa. Nessn equilibrio si è quindi messo in discussione. Ma soprattutto De Santis, alla fine, da una parte ha evidentemente evitato di rischiare di far saltare non solo la collaborazione, ma anche l'appoggio più strettamente politico degli artigiani fin dall'inizio del nuovo mandato. Ma, al tempo stesso, ha anche riconosciuto il peso di una categoria economica come quella delle piccole imprese artigiane che sul territorio comunque pesa e conta ancora oggi 18mila piccoli imprenditori. Una decisione, e una piccola retromarcia, fatta di pragmatismo alla viglia dell'attuazione di un'agenda di lavoro lungo la quale mai come ora i numeri alla fine contano per il successo di ogni iniziativa messa in campo per il territorio.

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