Giovedì 01 Aprile 2010

Sisme, è scontro sul futuro
"A rischio tutti i posti di lavoro"

Sono due i fronti interni alla Sisme di Olgiate Comasco, e uno dei due spinge per aumentare il livello di delocalizzazione della produzione, puntando decisamente sulla struttura in Slovacchia. Questo il timore, anzi quasi la certezza, dei sindacati. La poca chiarezza poi da parte dei vertici dell'azienda non fa altro che aumentare i dubbi. Di certo sin da subito la richiesta è di gestire con strumenti alternativi la crisi, troppo pesante la cassa integrazione ordinaria per i dipendenti del sito, si vuole approcciare un discorso legato ai contratti di solidarietà. Nella riunione di lunedì non sono poi uscite risposte chiare all'attuale situazione di crisi, si procede senza avere una minima programmazione. <<Sappiamo da tempo che all'interno della Sisme c'è un fronte, legato alla parte più giovane della dirigenza, che spinge nella direzione di una ulteriore delocalizzazione all'estero, in Slovacchia – spiega il segretario della Fiom Cgil Giuseppe Donghi -. Le attuali difficoltà hanno fatto lievitare questo fronte e il timore è si acceleri. Da parte nostra vorremmo la dirigenza ci spiegasse quali sono i prossimi passi, si chiarisse il piano industriale, e anche il rapporto esistente tra le varie unità produttive e la sede di Olgiate Comasco. Questo ad oggi non è avvenuto>>. Simile la posizione in seno alla Cisl, come spiega il segretario di Fim Cisl Como Alberto Zappa: <<C'è una nuova generazione che ha pensieri diversi rispetto alla parte storica dell'azienda, che ci tiene a competere sul mercato da qui. Noi vorremmo capire cosa succede in Slovacchia, in Cina e per conseguenza il futuro di Olgiate. Il sito deve restare manifatturiero e la nostra posizione è semplice, da qui non si sposta un bullone>>.

s.casiraghi

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