Venerdì 15 Maggio 2009

Ratti, la crisi pesa anche nel 2009
Fatturato in calo e nuove perdite

La crisi economica internazionale pesa ancora sui conti della Ratti, l’industria tessile di Guanzate. Pesa sul fatturato - che ancora registra un calo a 17 milioni di euro - e continua a pesare sul risultato finale netto: una perdita di 1,8 milioni. Sono i risultati di una dinamica cumulata di ricavi e portafoglio ordini ancora inferiori allo scorso esercizio su tutte le linee di business dell’azienda. I primi tre mesi del 2009 per l’industria guidata da Donatella Ratti sono stati ancora mesi pesanti, anche se dai numeri presentati emergono comunque i primi segnali di efficacia delle azioni di ristrutturazione e razionalizzazione avviate dal gruppo dall’anno scorso e che - spiega il Consiglio d’amministrazione al termine della riunione che ha approvato ieri la trimestrale - «hanno permesso di ridurre in misura drastica i costi di struttura e di abbassare il punto di pareggio». La congiuntura resta tuttavia negativa, con una generale stagnazione dei consumi e della domanda. Il giro d’affari è diminuito di oltre 8 milioni rispetto ai 25,4 milioni di ricavi registrati nello stesso periodo dell’anno scorso, il 33,2% in meno. Il margine operativo lordo alla fine è risultato negativo per 628mila euro rispetto ai 405 dello scorso anno. Il Cda rileva come il sensibile calo del fatturato, abbia comunque determinato un «impatto piuttosto contenuto sulla redditività e, al momento della ripresa del giro d’affari, il recupero - precisa il board dell’azienda - potrà essere significativo». Dopo l’abbattimento del capitale per la copertura integrale delle perdite decisa dagli azionisti, una manovra che portato il capitale sociale da 34,1 a 6,8 milioni di euro (le perdite a fine anno ammontavano a 27,3 milioni), ora la Ratti tenta di ripartire con un occhio all’evoluzione del mercato e uno volto al recupero di risorse finanziarie nuove da immettere in bilancio. Sul primo fronte l’evoluzione della gestione non può far altro che attendere una svolta congiunturale che ancora tende a confermare le medesime tendenze dell’ultima parte del 2008, contrazione generalizzata dei consumi, e un quadro mondiale difficile e incerto. Tanto da far prevedere anche per il secondo trimestre un fatturato ancora in calo. Qualche spiraglio di speranza in più per l’andamento del mercato nella seconda metà dell’anno, tradizionalmente più favorevole alla Ratti perché l’azienda recepisce il fatturato della stagione primavera-estate, anche se il risultato sarà «probabilmente influenzato dalla stabilizzazione delle condizioni macroeconomiche». Ed in questa seconda parte dell’anno che potrebbe meglio emergere gli effetti del piano di ristrutturazione messi in atto - e che comunque, assicura il Cda, continueranno ad essere applicati - proprio per ridurre l’impatto negativo del minor fatturato atteso a fine 2009 e migliorare i risultati economici rispetto agli ultimi anni. E sui prossimi mesi resta confermata la messa in liquidazione (già deliberata lo scorso 15 aprile) della società Textrom, in Romania. Mentre la capogruppo ha sottoscritto, proprio a fine del mese scorso, un contratto di vendita per un lotto di terreno, non strumentale all’attività industriale, e che - spiega il Cda - «comporterà l’ingresso di risorse finanziarie e la realizzazione di una plusvalenza entro la fine di luglio.
Simone Casiraghi

s.casiraghi

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