A Como torna a correre lo shopping di confine

L’indagine Le spese con moneta elettronica degli svizzeri in Italia, cresciute del 20% rispetto al pre Covid. Ossigeno per le attività commerciali comasche e gli arrivi per l’Ascensione danno linfa alle strutture ricettive

A Como torna a correre lo shopping di confine
Anche ieri i parcheggi dei centri commerciali pieni di auto svizzere

Hanno ripreso a correre numeri e percentuali delle spese effettuate dagli svizzeri all’estero nei primi quattro mesi dell’anno. Ed a beneficiare di questo segno “più” marcato, secondo i dati delle operazioni all’estero di titolari rossocrociati di carte di credito raccolti da Monitoring Consumption Switzerland e diffusi attraverso l’agenzia di stampa Keystone, sono in particolare Italia e Francia.

Spesa, shopping e non da ultimo pernottamenti turistici al di qua del confine stanno dunque lentamente recuperando il terreno perduto nell’ultimo biennio a causa delle restrizioni su entrambi i lati del confine.

Il confronto

Di fatto le operazioni all’estero non solo sono raddoppiate tra gennaio e aprile (rispetto all’analogo periodo del 2021), ma anche hanno superando di un terzo quelle registrate nei primi quattro mesi del 2019, quando ancora lo spettro della pandemia non aleggiava sulle economie mondiali.

Nel dettaglio, l’Italia ha visto aumentare di un 20% netto i numeri delle transazioni rispetto all’analogo periodo pre-Covid. Un dato significativo se si considera che la Germania, per contro, ha chiuso il primo quadrimestre dell’anno con un meno 9%. Il report di Monitoring Consumption Switzerland ha analizzato anche le singole voci di spesa, rimarcando che - ad esempio - la spesa per i pernottamenti è triplicata e così - insieme agli acquisti oltreconfine - è lievitata anche quella per i trasporti aerei.

I numeri

A livello generale, nell’ultimo anno pre-pandemia, il turismo degli acquisti aveva un peso economico pari a circa 8 miliardi di franchi (fonte Credit Suisse). Le repentine chiusure portate in dote dalla prima ondata di contagi in particolare hanno ribaltato questo rapporto di forze, considerato che nei primi nove mesi del 2020 il commercio al dettaglio svizzero ha fatto registrare un convincente +6,6% rispetto all’analogo periodo del 2019. In particolare a far registrare il segno “più” (+10,3%, nel dettaglio) era stato soprattutto il comparto alimentare.

Un trend che si è poi confermato nel primo semestre dello scorso anno, a seguito (questa volta) delle restrizioni imposte dall’Italia. Ora le dinamiche lungo la linea di confine sono andate stabilizzandosi, superando in taluni casi, come rimarcato poc’anzi, anche i dati del 2019. Significativo che il turismo sia tra le voci più importanti delle spese (con carta di credito) degli svizzeri all’estero. Ciò significa che dalla Confederazione si è tornati a guardare all’Italia - incluso il lago di Como - per le vacanze di prossimità ed anche questo lungo punte per la festività svizzera dell’Ascensione lo sta confermando, con tanto auto con targhe rossocrociate presenti in forze nelle strutture ricettive del territorio.

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