Acsm-Agam, bilancio con il segno più
Elettricità e rifiuti i punti di forza

Cresce del 7,7% il margine lordo, calano i ricavi ma migliora l’indebitamento. L’ad Soldani: «Molto positivo anche il rafforzamento a livello di indebitamento finanziario»

Cresce del 7,7% il margine lordo per il gruppo Acsm Agam e se calano i ricavi, migliora l’indebitamento. Ieri il consiglio d’amministrazione ha approvato il bilancio consolidato, come pure il progetto di bilancio separato della capogruppo per il 2016. Ne è uscito un quadro con prospettive favorevoli per il 2017, mirato a un raggiungimento dei risultati operativi.

Ha rilevato infatti l’amministratore delegato, Paolo Soldani: «Anche nel 2016 il gruppo ha registrato risultati positivi e in miglioramento rispetto all’anno precedente in condizioni normalizzate. Molto positivo anche l’ulteriore rafforzamento a livello di indebitamento finanziario che, con un leverage pari a 0,54, ci pone tra le migliori utilities quotate».

Per quanto riguarda i ricavi delle vendite consolidate dello scorso anno, ammontano a 204,8 milioni di euro: nel 2015 erano risultate di 217,4 milioni di euro. Il calo ha soprattutto queste motivazioni: la riduzione dei prezzi e quella dei volumi di vendita di gas e dei prezzi dell’energia elettrica prodotta dagli impianti di cogenerazione e termovalorizzazione.

Si è verificato però allo stesso tempo un incremento delle vendite correlato allo sviluppo dei clienti di energia elettrica e dal contribuito positivo delle business unit Ambiente e Reti Gas e Idriche.

Sono calati i costi del personale: da 19,4 a 19,2 milioni. Va segnalata – a maggio - l’uscita di 34 dipendenti per il trasferimento a un altro operatore delle concessioni di Como e San Fermo della Battaglia. Gli altri costi operativi ammontano a 142,4 milioni diminuiti quindi rispetto al 2015 (157,8 milioni di euro). Che cosa ha inciso su questo capitolo? I minori costi per acquisto di materie prime per riduzione prezzi e volumi delle commodity e i risultati del progetto di efficientamento, che ha preso il via nel 2015.A questo punto, il margine operativo lordo ante partite non ricorrenti segna appunto una crescita: da 40,1 a 43,2 milioni. Nell’ambito delle diverse unità, quella business legata a Vendita gas ed Energia elettrica gioca un ruolo decisivo grazie allo sviluppo commerciale per l’energia elettrica e a ottimizzazioni di portafoglio e di prezzo per il gas. Positivo anche il trend e quindi il margine della business unit Ambiente: il maggiore quantitativo di rifiuti smaltiti sono riusciti a compensare altri effetti negativi, come l’impatto della flessione dei prezzi di cessione dell’energia elettrica. Diversa la situazione di altri settori. Ad esempio, la business unit Reti Gas ha visto ridurre il margine, per via della plusvalenza correlata al riscatto di asset di una concessione.

Stessa sorte a Teleriscaldamento e Cogenerazione con minori quantitativi di energia elettrica venduta, questo – specifica Acsm Agam - «in conseguenza del perdurare della flessione dei prezzi di cessione, che comporta minimizzazione della produzione, e dell’esito negativo della sentenza sui certificati verdi». Ancora, se sono in crescita i quantitativi di energia termica venduta, cala leggermente il margine operativo lordo della Gestione calore.
M. Lua.

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