Adesivi anti-frontalieri  distribuiti nei Comuni svizzeri
Non è favorevole ai nostri connazionali il clima in Ticino

Adesivi anti-frontalieri

distribuiti nei Comuni svizzeri

Dopo Claro anche Monteceneri offrirà un adesivo alle imprese che non impiegano manodopera italiana. Il promotore: «Dobbiamo sostenere le assunzioni dei nostri giovani ticinesi e combattere il dumping salariale»

Solo lavoratori ticinesi? Un bollino metterà in vista la scelta ritenuta virtuosa dell’azienda svizzera. L’anno prossimo anche il Comune di Monteceneri offrirà infatti alle imprese un adesivo che mostra a tutti i luoghi dove è valorizzato l’impiego di personale residente. Anche Claro l’aveva realizzato n passato, tra le polemiche.

Ma la scelta ha fatto il bis, in un’area con 4.800 abitanti dove ci sono circa 400 frontalieri. Andrea Daldini promotore in consiglio comunale dell’iniziativa “Noi impieghiamo personale residente” è stato anche in tv, a Teleticino per spiegare le sue ragioni.

«Nessun intento anti italiano»

Nessun intento anti italiano – ha affermato – citando anche il traffico a Monteceneri e la forte presenza di targhe provenienti dal nostro Paese. Piuttosto, - ha aggiunto scrivendo a Ticinonews - «scopo di questo progetto è quello di cercare di ristabilire un equilibrio sociale fra forze di lavoro, in modo da favorire il buon sviluppo dell’economia locale e permettere soprattutto ai giovani residenti in Ticino di trovare lavoro in un mercato che rispetti le pari opportunità».

Il riferimento è al fenomeno del dumping, cioè alla diversità di stipendi che si riceve, stipendi che non permettono di vivere adeguatamente in Ticino, ma sono ben accetti per chi ha altri costi di vita in Italia. «Le aziende che prediligono manodopera frontaliera a scapito dei lavoratori locali sono man mano aumentate - prosegue sulla testata ticinese Daldini - Allo stesso tempo però, vi sono molti cittadini e molte imprese che sarebbero disposte a pagare di più per i prodotti proposti con l’impiego di manodopera locale, consapevoli di contribuire in questo modo all’economia ticinese e soprattutto a dare un posto di lavoro ai giovani residenti in Ticino».

Il bollino entrerà in vigore nei prossimi mesi e funzionerà così: i dirigenti delle imprese potranno pubblicizzare il ricorso a manodopera locale e l’obiettivo è indirizzare i consumatori verso i prodotti di una ditta rispetto a un’altra.

Daldini denuncia che Cantone e Comuni oggi non si battono abbastanza contro il dumping e punta il dito anche contro «uno spiegamento incontrastato di padroncini e ditte che, impiegando in prevalenza personale frontaliero, penalizzano i giovani e in generale i residenti». E chiede al Cantone di sostenere i Comuni come Monteceneri, anche attraverso sgravi fiscali per le attività che hanno in prevalenza personale residente.

Si vedrà l’adesione delle aziende. Ma in questo periodo di attesa per il nuovo accordo fiscale tra Italia e Svizzera resta un altro segnale di un clima politico teso nei confronti dei frontalieri. Nelle premesse dell’intesa varata dai tecnici c’era invece una chiara richiesta di togliere comportamenti ostili verso i nostri lavoratori: tanto che il Cantone aveva annunciato di voler rimuovere l’obbligo del casellario giudiziale. Volere, appunto. Perché poi ha vincolato la decisione all’effettiva firma dell’accordo.

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