Agriturismi, che numeri anche sul Lario. «Ma ci manca la manodopera»

Un report di Coldiretti evidenzia che sette italiani su dieci questa estate passeranno qualche giorno in una struttura agrituristica. «Molti last minute»

Agriturismi, che numeri anche sul Lario. «Ma ci manca la manodopera»
Emanuele Bonfiglio, presidente lariano di Terranostra

Durante questa estate dai “grandi numeri” oltre sette italiani su 10 (72%) si rivolgeranno ad un agriturismo per trascorrere le proprie vacanze, per una gita e, non da ultimo, per sedersi al tavolo è guastare specialità locali del territorio a chilometri zero. È quanto emerge dall’indagine Coldiretti-Noto Sondaggi. In questo contesto, il lago di Como e le valli adiacenti si confermano tra le mete più gettonate. In testa alle motivazioni che spingono i vacanzieri verso l’agriturismo c’è la voglia di contatto con la natura, mentre al secondo posto figura l’enogastronomia, con la possibilità di gustare ricette trasmesse da generazioni nelle campagne a base dei prodotti genuini del territorio.

Molti agriturismi, nel dettaglio, si sono attrezzati per la giornata con l’offerta di alloggio e di pasti completi, ma anche di colazioni al sacco o con la semplice messa a disposizione di spazi per picnic, tende, roulotte e camper per rispettare le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia ricorrendo eventualmente solo all’acquisto dei prodotti aziendali a chilometri zero di “Campagna Amica”.

«Tra le tendenze dell’estate 2022 c’è la crescita dei viaggi di media e breve distanza e del turismo di prossimità, il ricorso a prenotazioni last minute e la preferenza per alloggi autonomi, luoghi e attività all’aria aperta» precisa Emanuele Bonfiglio, proprietario dell’agriturismo “Al Marnich” di Schignano nonché presidente dell’associazione agrituristica “Terranostra” Como Lecco. «Purtroppo resta il problema di reperire manodopera, ciò costringe gli operatori a un superlavoro, ma resistiamo - la sottolineatura di Emanuele Bonfiglio - È un problema comune all’intero comparto turistico e sul territorio è accentuato dalla concorrenza della vicina Svizzera che è oggettivamente insostenibile».

La stagione turistica rappresenta un appuntamento importante per il settore dopo due anni di pandemia che a livello nazionale hanno portato in dote un calo del 34% delle presenze, secondo l’analisi di “Terranostra” Campagna Amica. Il settore ha mostrato però la propria solidità e capacità di adattamento, innovazione e di risposta ai nuovi stimoli del mercato. Lo dimostra il fatto che l’offerta agrituristica è addirittura cresciuta per numero di aziende (+2%), superando quota 25 mila. L’alloggio e la ristorazione si confermano i due pilastri dell’agriturismo.M.Pal.

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