Armani: «Le passerelle  facciano funzionare le aziende»
Giorgio Armani

Armani: «Le passerelle

facciano funzionare le aziende»

Re Giorgio alle sfilate milanesi sottolinea il ruolo cruciale del mondo produttivo. Ed Etro esalta la via della seta

Un salto temporale nell’oggi: ecco quello di cui ha bisogno il made in Italy, con lo sguardo ancora troppo rivolto a vecchi schemi, da rompere a tutti i costi.

Lo dicono Giorgio Armani e Donatella Versace dalle passerelle milanesi.

«I vestiti devono essere contestualizzati nella società in cui viviamo - esordisce la Versace prima del défilé- La mia collezione parla del potere delle donne e delle donne che sanno usare il proprio potere. È un appello all’unità, alla forza che viene dall’ottimismo e dalla speranza». In pedana, ben 52 modelle provenienti da ogni parte del mondo indossano capi con le parole chiave di stagione: uguaglianza, amore, forza, lealtà. Abiti della maison sono pensati per donne emancipate, che non rinunciano però al côté romantico di lunghi abiti sottoveste tempestati di fiori, a piume, frange, pizzi e tulle ritmato da cristalli nei cocktail dress.

Colori e messaggi

È ora di cambiar pagina, riecco il refrain da Emporio Armani, dove re Giorgio annuncia la riorganizzazione del proprio portafoglio marchi.

A partire dalla stagione Primavera Estate 2018, i brand di riferimento saranno Giorgio Armani, Emporio Armani e A/X Armani Exchange.
Il processo di razionalizzazione della distribuzione prevede che le linee Armani Collezioni e Armani Jeans si riconfigurino in Emporio Armani. Lo stilista fa chiaramente intendere che il fashion nazionale deve rifocalizzare la creatività su trend innovativi: «Fra quarant’anni la gente dovrà ricordarsi di come ci si vestiva nel 2018».

E su collezioni commerciali: «A monte delle passerelle bisogna far funzionare le fabbriche».

Da dove inizia allora il nuovo corso armaniano? Cancellando le gambe come punto di seduzione. In passerella sfilano solo gonne e abiti lunghi, pantaloni piccoli e aderentissimi. Inedita la scansione di colori, dove il nero assoluto è tagliato da punte di rosso e di fucsia. Futuribili i completi in pvc stampato e i cappotti spalmati, mentre il plastron dal sapore black tie aggiorna il dialogo di maschile e femminile.

Il punto di partenza di Etro sono il pasley e il colore, da sempre legati all’iconografia del brand. Veronica Etro ripercorre la via della seta, da Venezia a Pechino, proiettando in una dimensione urbana motivi etnici di antiche culture e tribù. La via della seta, con omaggio all’arte della stampa comasca.


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