Assorbe gli idrocarburi
Per il grafene made in Como
c’è il via libera negli Usa

Il Grafysorber prodotto da Directa Plus è stato autorizzato dall’Authority in materia ambientale. Nel 2021 recuperate settemila tonnellate di petrolio

Assorbe gli idrocarburi Per il grafene made in Como c’è il via libera negli Usa
Un mezzo di Directa Plus nella base in Romania

È stata approvata negli Usa dall’Ente per la protezione ambientale la tecnologia Grafysorber di Directa Plus, società italiana che produce grafene attraverso un processo fisico ad altissima temperatura nella sede di Lomazzo presso ComoNext.

Il prodotto Grafysorber ha una particolare capacità assorbente selettiva rispetto agli idrocarburi presenti in acqua e ne consente il successivo recupero sia in caso di sversamenti accidentali in mare sia all’interno dei processi industriali.

Nel corso del 2021, grazie a questa tecnologia, si sono recuperate 7.000 tonnellate di petrolio equivalenti a 124.600 barili, che al prezzo odierno e al cambio corrente valgono quasi 12 milioni di euro.

I vantaggi

«Finché il petrolio costava 40 dollari al barile la nostra tecnologia era interessante soprattutto da un punto di vista ambientale - è il commento di Giulio Cesareo, fondatore e ad di Directa Plus - oggi assume importanza anche per la possibilità di recupero di materia prima grazie alle barriere galleggianti, i “boom” al grafene, materiale che possiede grandissime capacità di assorbimento. Lo abbiamo sviluppato per evitare che le macchie oleose in mare si espandessero, poi lo abbiamo proposto per ricevere le acque di pulitura delle cisterne negli impianti. Si riesce così a separare grandi quantitativi di petrolio per rimandarlo in raffineria. Dopo anni di esperimenti, anche in mare in Oman, abbiamo acquisito una società rumena con 160 persone per incrementare la possibilità di agire sul campo». La sede di Lomazzo di Directa Plus è dedicata soprattutto alla ricerca e allo sviluppo, oltre che alla produzione del grafene.

La decisione dell’Epa apre il mercato degli Stati Uniti in cui il consumo annuo di petrolio è pari a 7,2 miliardi di barili.

«Rappresenta anche un riconoscimento della qualità del nostro lavoro e dell’eccellenza italiana nello studio e nello sviluppo di soluzioni basate sulle nanotecnologie e in particolare sul grafene, materiale scoperto solo nel 2004 - continua Giulio Cesareo - oggi Directa Plus sta entrando in una fase evolutiva nuova. Dopo tanti casi di successo ci stiamo rendendo conto che la curva della capacità tecnologica a costi attrattivi per il mercato sta intersecando la capacità del mercato di ricevere nuove tecnologie: è questo il momento per un balzo in avanti».

In Italia

Anche in Italia, dove il consumo annuo di petrolio è 475 milioni di barili, la possibilità di recuperare il petrolio disperso nei processi produttivi rappresenta un’opportunità di risparmio dal punto di vista economico e di tutela per l’ambiente. Si tratta quindi di un asset strategico per il Paese soprattutto in considerazione del fatto che questa tecnologia, a differenza del grafene prodotto con altri metodi, è sostenibile.

La soluzione di Grafysorber ha inoltre il vantaggio di non richiedere necessariamente di essere realizzata e trasportata dalla sede di Lomazzo in Italia. Directa Plus ha infatti sviluppato un unità di produzione mobile che può essere portato vicino al luogo previsto di utilizzo di Grafysorber, così da garantire tutta la quantità di materiale necessaria evitando di trasportare prodotto finito. E anche questa è sostenibilità visto che si sposta una volta l’unità produttiva anziché riempire container di Grafysorber che è un materiale estremamente leggero.

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