Autobus elettrico per l’Europa  La sfida passa da Olgiate
Un autobus elettrico di Alfabus Europa

Autobus elettrico per l’Europa

La sfida passa da Olgiate

La joint venture della Basco con il produttore cinese Jiangsu Alfa Bus. Qui un hub per il mercato europeo. L’obiettivo per il 2021: ogni anno la vendita di 200 mezzi

Passa da Olgiate Comasco il presente ma soprattutto il futuro del trasporto pubblico locale. In Italia e negli altri Paesi europei. Sì perché Basco, l’azienda fondata da Filippo Battaglia nel 1945 e oggi leader nel trading degli autobus di seconda mano per il trasporto pubblico locale, ha obiettivi chiari e progetti ambiziosi per diventare punto di riferimento internazionale, in virtù di una partnership con uno dei principali produttori cinesi di veicoli a trazione elettrica.

La capogruppo punta a consolidare la propria posizione di mercato dove è la numero uno (il principale competitor fattura meno di quanto solo Basco acquista) e interloquisce con tutti i principali operatori. Tra le operazioni più recenti c’è, ad esempio, il noleggio ad Atac (l’azienda che ha sulle spalle il trasporto pubblico a Roma), per dodici mesi, di 70 autobus acquistati sul mercato israeliano. «Lavoriamo molto all’estero e abbiamo acquisito una straordinaria competenza in questo settore – dice Filippo Battaglia, cfo di Basco, terza generazione in azienda – il caso più frequente è quello dell’acquisto di autobus in altri Paesi europei e nella loro rivendita ad aziende italiane. La flotta di queste ultime è in genere mista, parte veicoli nuovi e parte usati». Ed è questo solido background che ha permesso alla società di imbastire quello che si configura come un grande salto, la newco frutto di una joint venture con la società cinese Jiangsu Alfa Bus.

Il progetto di Alfabus Europa nasce in funzione di una precisa strategia che ha come obiettivo quello di adattare gli autobus elettrici di classe “full electric” del produttore asiatico (già noto in Italia per avere fornito i mezzi a Expo2015 e al Comune di Trieste) agli standard richiesti dal mercato europeo, attraverso una profonda opera di reingegnerizzazione. «Il 97% degli autobus veicoli elettrici prodotti in tutto il mondo è in servizio in Cina ed è lì che ci sono le competenze più avanzate in questo mercato - dice Battaglia – l’attesa è di una crescita molto importante del settore anche in Europa, i Paesi del Nord sono più avanti ma anche l’Italia, così come la Spagna, stanno facendo significativi passi in avanti».

Il mondo, di fronte all’allarme inquinamento, si sta muovendo in una sola direzione. Qualcuno va di corsa come Shenzen, la metropoli cinese che nel giro di un paio di anni è riuscita a convertire in elettrico l’intera flotta degli autobus, in tutto 16.359 mezzi pubblici. In Europa molto avanti è ad esempio Amsterdam che punta a raggiungere lo stesso obiettivo entro il 2025 e che entro due anni avrà in funzione 40 nuovi autobus elettrici al posto di altrettanti veicoli con motore diesel. Dopo la fase di sperimentazione nelle strade di Madrid, è in rampa di lancio il primo mezzo sviluppato da Alfabus Europa: Ecity L12 ha telaio e componenti elettrici cinesi mentre design e layout sono di matrice italiana («il lavoro di riprogettazione e di adattamento al mercato europeo è stato un passaggio lungo e complesso»), si tratta del classico bus di 12 metri con un pacco-batterie da 210 kWh e una coppia massima di 2.400 Nm. Ma la capacità può essere aumentata ospitando fino a 12 pacchi-batterie e l’autonomia di percorrenza arrivare così a 300 km. Il tempo di ricarica è stimato in circa sei ore ed il costruttore di Jiangyin, città 150 km a nord di Shanghai, prepara una versione del bus da 8 metri con ricarica superveloce. Alfabus ha una produzione annua di circa 3 mila bus e fabbrica tutto in casa (inverter, sistema di propulsione, alloggiamento-batterie). L’unica fornitura importante riguarda le celle delle batterie, acquistate da una società giapponese, la Aesc. Il costo di un autobus elettrico è in generale più alto, intorno ai 500mila euro, circa il doppio di un mezzo diesel. La conversione della flotta paga in termini di qualità dell’aria, mentre le casse dell’acquirente sorridono in prospettiva grazie all’abbattimento drastico dei costi di manutenzione rispetto ai mezzi tradizionali.

L’obiettivo è quello di vendere 200/250 autobus all’anno. In questi giorni in arrivo ad Olgiate dalla Cina ci sono i primi 4 autobus con la sede di Basco che nel giro dei prossimi due anni si candida a diventare un vero e proprio hub per tutto il mercato europeo. «Saremo un riferimento anche per l’assistenza post vendita ed è un impegno fondamentale se consideriamo che mediamente si tratta di mezzi con circa quindici anni di vita» continua Battaglia.

I nuovi progetti si tradurranno anche in un ampliamento dei collaboratori: dai 4 dipendenti di oggi Alfabus Europa prevede di salire a 30 entro il 2021. «Stiamo cercando vari profili – dice ancora Battaglia – e stiamo assumendo anche in Basco, in particolare autisti per la movimentazione dei mezzi». Il capitale umano è al centro della strategia aziendale: «Abbiamo un’età media dei dipendenti intorno ai trent’anni, possiamo contare su una squadra straordinaria, a tutti è stato trasmessa la competenza acquisita da basco in tanti anni di attività e oggi più che mai investiamo in formazione».


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