Canepa verso il concordato  Rischio ricadute sul distretto
La sede di Canepa a San Fermo della Battaglia: 450 i dipendenti coinvolti dal concordato

Canepa verso il concordato

Rischio ricadute sul distretto

L’atmosfera cupa in azienda dopo la domanda di concordato. Assemblea dei lavoratori anticipata a oggi. Brenna (Unindustria): «Preoccupazione di tutti». Cgil e Uil: «Vicenda grave, diventi un caso nazionale»

Assemblee straordinarie con i lavoratori di Canepa: già oggi alle 10.30 molti dei 450 dipendenti saranno con i rappresentanti di Filctem Cgil Como, Femca Cisl dei Laghi e Uiltec Lario. Per decidere il da farsi ed esprimere la preoccupazione, che è quella di tutto il distretto tessile e del territorio.

Aspettando la decisione del tribunale sull’istanza presentata dalla società per domandare l’ammissione alla procedura di concordato preventivo con riserva, l’atmosfera è dunque piena di amarezza.

«Condivido la preoccupazione che è quella di un distretto intero – commenta Gianluca Brenna, vicepresidente di Unindustria Como - Quest’azienda è un riferimento del settore, quindi la preoccupazione è generalizzata». Brenna è un imprenditore tessile, ma parla anche e soprattutto dall’osservatorio della sua delega legata agli aspetti di credito e finanza. E sottolinea: «I fondi generalmente entrano con un tempo definito, al massimo otto, nove anni e vogliono uscire. Non sono insomma attori di lungo periodo e hanno un fine diverso da una famiglia di imprenditori». Nessuna demonizzazione. Brenna rimarca solo «la differenza di approccio e mission». Il legame familiare tra azienda e collaboratori, da questo punto di vista, si affievolisce, a favore «di un approccio più manageriale e distaccato».

Un esempio appartiene a questi tempi. Visto da Brenna, come dai sindacati. Il gruppo Colombo Industrie Tessili a Fino Mornasco ha chiesto il concordato preventivo in continuità, ma un gesto importante è stata la vendita di un terreno di proprietà della famiglia all’Esselunga, per poter dare una nuova vita all’azienda, con 50 persone.

Su Canepa commenta Giacomo Licata, segretario della Cgil: «Un anno fa si era chiusa un’operazione venduta come di rilancio. Adesso c’è una mobilità aperta per 105 persone e questa istanza, con i dipendenti che non riceveranno stipendi e tredicesime». Un brutto Natale per questi lavoratori e anche i collaboratori delle aziende creditrici nei confronti di Canepa, sottolinea ancora.

Proprio Licata ribadisce la delicatezza della questione fondi: «Non vanno demonizzati né invocati - e precisa - In questo momento il caso Colombo fa notizia, un’azienda familiare che utilizza risorse proprie per tenere in vita l’attività, conferma che è importante il rapporto con il territorio».

Concorda Salvatore Monteduro, segretario della Uil del Lario: «La situazione è preoccupante e fa capire che il distretto serico è ancora in difficoltà. Ci vuole una forte attenzione, anche a livello nazionale, da una parte per gestire il contingente con il rilancio degli ammortizzatori sociali, dall’altra con investimenti in ricerca e sviluppo. Secondo noi Como ha perso un’occasione in questo senso al Tavolo per la competitività, ma l’accorpamento della Camera con quella di Lecco (dove c’è il centro di ricerca) può aiutare». Sui fondi: «Non sono tutti negativi, lo dimostra il caso Artsana».


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