Cassa speciale
Appello al governo
per la filiera tessile

Lettera di Sistema Moda e sindacati per una misura che protegga le imprese energivore. Tamborini: «Tutelare tintorie, stamperie, tessiture»

Cassa speciale Appello al governo per la filiera tessile
A pagare di più gli effetti dello choc energetico sono le aziende a monte della filiera tessile

Nuova cassa integrazione straordinaria per la moda e incontro urgente con il ministro del lavoro e delle politiche sociali Andrea Orlando. Lo hanno chiesto con una lettera congiunta le associazioni d’impresa dei comparti della moda Sistema Moda Italia e Assocalzaturifici insieme ai sindacati nazionali di categoria Femca-Cisl, Filctem-Cgil e Uiltec-Uil.

Servono provvedimenti immediati in favore delle aziende che subiscono gli effetti diretti ed indiretti del conflitto tra Russia e Ucraina.

«La richiesta è di incontrare il ministro per proporgli una misura simile alla cassa Covid per superare questa situazione di emergenza - ha spiegato Sergio Tamborini, presidente Smi - alcune categorie hanno una significativa esposizione verso il mercato russo, per esempio i calzaturieri marchigiani. Inoltre tutte le aziende a monte della filiera sono fortemente energivore: le nostre tintorie, stamperie, tessiture. Mondi che, se non vengono protetti, rischiano di scomparire».

Sono due le situazioni di crisi sulle quali occorre intervenire con urgenza: quella relativa alle fasi produttive che richiedono un grande consumo di energia, sia elettrica che di gas naturale, penalizzate dall’aumento esponenziale dall’autunno scorso. E quella delle aziende che esportano una parte significativa dei propri prodotti finiti in Russia che, a seguito delle sanzioni, sono costrette a bloccare le spedizioni già pronte e a cessare la lavorazione delle commesse già acquisite.

Si chiede di intervenire con provvedimenti in grado di fermare l’emorragia di costi, a partire dal costo del lavoro, salvaguardando nel contempo l’occupazione e le professionalità.

«Bisogna dare alle aziende un tempo ragionevole e la possibilità di riposizionarsi - continua Tamborini - per alcuni vorrà dire trovare altri mercati di sbocco, per altri si tratterà di affidarsi a fonti energetiche alternative, rendersi indipendenti dal gas russo, rivedere processi e normative delle politiche energetiche. Intanto si spera che il mercato dell’energia possa uscire dal momento speculativo».

Una crisi che segue quella del Covid senza quasi che ci sia soluzione di continuità. «In realtà si stava uscendo dalla crisi dovuta all’emergenza sanitaria, eravamo in una condizione positiva - continua Sergio Tamborini - ora questa particolare emergenza riguarda due categorie precise: le aziende esposte sulla Russia e quelle più energivore. Ma non è una crisi per tutti. Ci sono condizioni per cui il mercato funziona. Il problema è che se le aziende a monte sono fortemente energivore e tendenzialmente di piccole dimensioni, si rischia il blocco di tutta la filiera. Il mercato non basta. Il tentativo è quello di proteggere l’anello debole della catena».

Ora associazioni d’impresa e sindacati condividono l’obiettivo di salvare le aziende e l’occupazione e chiedono un intervento immediato del Governo con l’attivazione di un ammortizzatore sociale straordinario, sul modello della Cassa-Covid, con l’esclusione dei costi accessori e dei limiti temporali relativi alla Cig ordinaria e straordinaria.

«Siamo molto preoccupati per le aziende lombarde e comasche - ha aggiunto Sandro Estelli Filctem di Como - perché un’altra possibile crisi economica potrebbe esser pericolosa per tenuta del tessuto economico del territorio. In questa occasione c’è una visione comune di sindacati e Confindustria nel chiedere la cassa integrazione senza oneri per conservare le posizioni dei lavoratori del comparto. Inoltre c’è la richiesta che riguarda tutto manifatturiero, non solo il tessile, di sostegni per i costi che sono lievitati a un livello tale che non possono essere assorbiti dal mercato. Si corre un’altra volta il rischio di un fermo degli impianti».

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