Coronavirus, le ricette social

del masterchef comasco

«Prodotti made in Italy»

Coronavirus, le ricette social  del masterchef comasco  «Prodotti made in Italy»

Maurizio Rosazza Prin, di Lurate Caccivio cucina le sue ricette apocalittiche e poi le poste su Instagram

Tra i protagonisti di “Masterchef 2”, Maurizio Rosazza Prin, comasco di Lurate Caccivio, artista e chef di successo, anima in queste settimane i social network con un nuovo progetto nato sull’onda dell’isolamento forzato da coronavirus. Cucina, nel suo appartamento milanese, “ricette apocalittiche” che poi posta su Instagram. Due gli ingredienti base: «fare piatti con quello che si ha in casa, preferendo il cibo italiano» e «tanta ironia». In breve tempo il suo profilo (maurizio_chissenefood) ha superato i 76 mila follower. «L’idea mi è venuta il primo giorno della “spesa di massa” con gli assalti ai supermercati - spiega Rosazza Prin - Ho pensato che nelle nostre case abbiamo tante risorse, che possono essere valorizzate con acquisti mirati di prodotti italiani, cibi sani, buoni, acquistabili tramite i negozi di prossimità, senza dovere neppure uscire».

Lo chef ha dato per primo l’esempio. «Un amico fruttivendolo mi ha venduto a buon prezzo una cassetta di asparagi - ricorda - Per una settimana non ho cucinato che asparagi, facendo infinite scoperte di gusto. Ad esempio, avevo una confezione di pizzoccheri valtellinesi, ma ad eccezione del burro nessun altro ingrediente “classico” per fare questo piatto». Com’è andata a finire? «Che ho cucinato i pizzoccheri con asparagi, feta e burro. Non era la ricetta della tradizione, ma quello che conta è saper fare di necessità virtù. Stare in casa, in isolamento sociale, può aprire a tante idee nuove. Se non avete i ceci, provate con i fagioli bianchi...». Qualche critica alla proposta “apocalittica” non è mancata, è vero. Però è passato anche il messaggio «che non va buttato via il cibo» e che «in tempi come questi, più che mai, va preferita la filiera del made in Italy».

Il successo dei negozi di prossimità rispetto agli ipermercati, l’aumento del latte (+20%) e della farina (+80%) nel carrello della spesa testimoniano, anche per Rosazza Prin, «da un lato il valore che il cibo riveste nelle famiglie italiane in questa fase di incertezza» e, dall’altro, «la ricerca di autenticità» dal sapore italiano. «Se poi ci mettiamo anche un pizzico di ironia, i piatti hanno anche un sapore più buono» aggiunge lo chef, specialista nel conferire questo gusto particolare alle sue ricette, con sapidi video dalla dispensa di casa. «È il mio modo di fare resistenza al coronavirus» (le ricette sono anche su chissenefood.com). .


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