Covid, l’anno nero  del sistema moda  Ratti cala del 40%
Lo stabilimento del Gruppo Ratti a Guanzate

Covid, l’anno nero

del sistema moda

Ratti cala del 40%

Il cda ha esaminato i ricavi dei primi nove mesi. Contrazione del fatturato di 34 milioni sull’anno scorso. «Deboli i consumi, priorità alla salute dei dipendenti»

Prima le incertezze del mercato, poi gli effetti negativi della pandemia si fanno sentire in modo sempre più preoccupante sull’intera filiera serica: a pagare un conto salato anche il Gruppo Ratti, caso “illuminante “della profonda crisi che ha investito le piccole e grandi realtà del distretto. Si tratta, va da sé, di una crisi di sistema la cui possibile via d’uscita passa inevitabilmente dal superamento dell’attuale emergenza sanitaria. Non a caso, a livello globale, l’unica area in cui i consumi hanno ripresa a correre è il Far East, la Cina in particolare, ed i brand ben posizionati in queste regioni stanno reggendo meglio il colpo della pandemia.

In un contesto così complesso i risultati di Ratti erano attesi. Il bilancio dei primi nove mesi, preso in esame ieri dal consiglio di amministrazione, evidenzia una contrazione del fatturato di 34,4 milioni di euro (-40,9% ) rispetto al corrispondente periodo dell’esercizio precedente. Il calo delle vendite ha riguardato tutte le aree di business: il Polo Luxe registra una contrazione delle vendite di 18,1 milioni (-42,9%), collegata in particolare al segmento dei tessuti per abbigliamento, mentre il Polo Collezioni registra una diminuzione di 8,0 milioni (-42,0%), relativa in particolare ai segmenti abbigliamento e camiceria.

Questo trend si rispecchia in modo diffuso nei principali mercati di sbocco, con particolare riferimento alle vendite sul territorio domestico (-46,4%) e nei paesi dell’Unione Europea (-34,2%). I

«Negli ultimi mesi – si legge in una nota diffusa dal Gruppo di Guanzate- la recrudescenza del virus a livello globale ha continuato a condizionare in maniera negativa la situazione economica generale. La significativa diffusione dei contagi in molti Paesi del mondo, con particolare riferimento ai paesi dell’Unione Europea, ha reso necessaria una nuova serie di restrizioni alle attività ed agli spostamenti, impedendo di fatto una piena ripresa dei consumi. Tali fattori continuano a influenzare negativamente la situazione economica e il settore tessile-moda. In questo contesto il Gruppo Ratti continua ad operare dando massima priorità alla tutela della salute dei propri collaboratori».

Stabilimenti operativi

Tutti gli stabilimenti del Gruppo sono operativi e prevedono da un lato, l’applicazione dei protocolli di sicurezza previsti dalle normative applicabili, e dall’altro, alcune iniziative a cui i dipendenti possono aderire su base volontaria, tra cui l’utilizzo di dispositivi per il tracciamento dei contatti all’interno dell’azienda e la possibilità di effettuare test sierologici gratuiti. Laddove possibile è stato incentivato il ricorso allo Smart Working e, più in generale, gli spazi aziendali sono stati riorganizzati dando massima priorità al distanziamento.

Il futuro immediato appare ancora difficile se le misure di restrizione adottate a livello globale verranno prolungate.

Investimenti

Nell’attesa che il quadro sanitario, sociale ed economico permetta l’auspicato ritorno alla normalità, Ratti porterà comunque avanti il proprio piano di efficientamento di tutte le voci di spesa, con l’obiettivo di proteggere il valore dei propri asset e mitigare le ricadute collegate alla situazione attuale.

«Allo stesso tempo - prosegue la nota aziendale - sulla base di una solida posizione patrimoniale e finanziaria, proseguiranno gli investimenti in impianti e tecnologie considerati prioritari per il perseguimento degli obiettivi strategici di medio-lungo termine».


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