Da Teva a Flamma        Salvati l’azienda        e i 109 lavoratori
Il presidio sindacale alla Teva

Da Teva a Flamma

Salvati l’azienda

e i 109 lavoratori

Svolta per l’impresa farmaceutica di Bulciago di cui un anno fa era stato annunciato lo smantellamento-Continuità della produzione e garanzie occupazionali

La crisi era esplosa parallelamente a quella della Henkel di Lomazzo. L’esito però è diverso per lo stabilimento farmaceutico di Bulciago lungo la Como-Bergamo è salvo: a Teva Sicor subentra Flamma Group. L’impianto non cesserà, dunque, la produzione.

I lavoratori hanno ammainato le bandiere del presidio permanente. L’attuale proprietà - la multinazionale israeliana Teva nella sua declinazione italiana, Sicor - aveva annunciato lo scorso febbraio lo smantellamento.

Invece, da ieri è scongiurata questa prospettiva, disastrosa per i 109 dipendenti (di cui frattanto, però, 39 se ne sono andati) e per il futuro del sito che sarebbe stato dismesso. La notizia della svolta e del raggiungimento dell’accordo è stata data ieri da Teva Sicor e dai sindacati.

La multinazionale ha spiegato: «Da parte nostra, era stata pianificata la chiusura del sito produttivo di principi attivi di Bulciago, di proprietà di Sicor Srl, una decisione presa in accordo con la strategia di Teva per mantenere competitiva ed efficiente la propria rete globale di strutture. Dopo successivi sforzi per identificare un acquirente e il confronto con tutte le parti coinvolte, Teva ha raggiunto un accordo per cedere il sito al Gruppo Flamma. Prevediamo che la cessione, soggetta alle consuete condizioni di chiusura, venga finalizzata entro la fine del primo trimestre del 2022. L’accordo - secondo Teva - è stato reso possibile anche dal tavolo istituito negli scorsi mesi in Regione. È stata evidentemente riconfermata nei fatti la nostra filosofia, di mettere le persone davanti a tutto e di assicurare, quindi, continuità produttiva e occupazionale. Grazie a questo accordo, il Gruppo Flamma manterrà gli attuali dipendenti in forza nello stabilimento di Bulciago». Quest’ultima è un’azienda privata attiva dal 1950 nel campo chimico- farmaceutico, con unità produttive in Italia, Cina e Usa; rientra tra le Cdmo, cioè le aziende che operano con contratto di sviluppo e produzione per le multinazionali; in particolare, Flamma Group è una Cdmo completamente integrata che garantisce una catena di fornitura ritenuta stabile e sicura per i principi attivi farmaceutici (gli Api), le cosiddette Nuove entità chimiche (Nce), le materie prime registrate e i prodotti intermedi Gmp.

Anche da parte delle organizzazioni sindacali, ieri la cessione del sito Teva Sicor a Flamma Group è stata salutata con «soddisfazione: in questa giornata importante - hanno detto Nicola Cesana per Cgil Lecco e Celeste Sacchi, Uil - ringraziamo Sicor e le istruzioni per il fattivo impegno e i lavoratori che sono rimasti e ci hanno dato fiducia, rappresentando così la spinta forte verso l’individuazione di una soluzione dalle prospettive davvero positive. Oggi è il giorno in cui si volta pagina col problema occupazionale e si risponde anche alle giuste preoccupazioni del territorio per il sito che sarebbe stato dismesso; si va a scrivere un nuovo capitolo, in continuità sotto il profilo della produzione e della bonifica. Il territorio - hanno rimarcato Cgil e Uil - non perde questo pezzo importante della propria storia industriale, ma anzi va a rilanciarsi, con un’azienda tutta italiana». P. Zuc.


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