È salita l’occupazione  Nell’ultimo trimestre  assunti 7.640 lavoratori
Al lavoro in un’azienda metalmeccanica: il settore è in ripresa

È salita l’occupazione

Nell’ultimo trimestre

assunti 7.640 lavoratori

Bene metalmeccanici, servizi e turismo. Segnali positivi arrivano anche dal manifatturiero. Tessile ancora indietro, ma fa segnare 410 ingressi

L’ultimo caso annunciato è quello di Ceratizit con 10 assunti contro i 4 pensionamenti di questo periodo (e altri tre collaboratori in arrivo a gennaio). Le ultime settimane del 2017 hanno visto diverse aziende decidere di potenziare l’organico. Anche se è sempre il commercio a mostrare il maggiore dinamismo su questo versante.

Sul fronte manifatturiero, invece, è il mondo metalmeccanico a dare i segnali più interessanti. Niente di strano, se si pensa al trend positivo che sta vivendo questo comparto grazie anche al piano industria 4.0. Poche settimane fa, ad esempio, è stata Sisme ad annunciare di voler investire sullo stabilimento di Olgiate, attivando due nuove linee e riportandone una che prima era stata spostata in Slovacchia. Nel giro di due anni entreranno 25 operai, anche se avverrà una riduzione negli uffici.

Il mondo del commercio, come si diceva, risulta molto dinamico e uno dei casi più eclatanti è stato Iperal, con l’apertura del nuovo centro di Monte Olimpino: per reperire 45 profili aveva anche lanciato un Job Day a settembre, preso letteralmente d’assalto dai giovani.

Nel periodo ottobre-dicembre l’indagine Excelsior fotografava l’entrata di 7.640 lavoratori, con un netto predominio dei servizi: 5.100. In questi ultimi, sono compresi gli oltre mille del commercio, quasi pari rispetto al turismo. L’industria porta a casa l’altro terzo della quota: il manifatturiero circa 2mila assunzioni, le costruzioni 500.

E proprio la ricerca di Excelsior conferma che ad assumere di più in queste settimane è il comparto metalmeccanico, con oltre 800 profili ricercati. Il tessile, nonostante persistano i momenti di incertezza, prenotava comunque 410 assunzioni. Circa la metà rispettivamente per mobili e chimica.

L’industria è il mondo che privilegia il contratto a tempo indeterminato rispetto agli altri: per il 40%. Quest’ultimo non rappresenta però più la maggioranza, visto che il determinato è salito a 46%. Il turismo ha solo il 14% di tempo indeterminato, gli spetta peraltro il primato di apprendistato (21,8%) come pure degli altri tipi di contratto (tra cui il somministrato), del 22%.

Il commercio ha un terzo di posti a tempo indeterminato, quasi il 48% determinato e un 14% di apprendistato che lo pone sul terzo gradino del podio dopo il turismo appunto e l’industria.

In generale, le assunzioni dell’ultimo trimestre 2017 erano orientate per il 29,1% al tempo indeterminato. L’apprendistato complessivamente viaggia sopra il 12% dei casi.

Quanto contano le dimensioni delle imprese? Hanno il loro peso. Ad assumere infatti sono soprattutto le aziende più piccole, da 1 a 49 dipendenti (4.920), seguono le grandi (ovvero sopra i 250 collaboratori, con 1.400), incalzate dalle medie (1.320).

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