Export e arredo legno
America chiama, Brianza risponde

I compratori Usa visiteranno il distretto Mercato in crescita nella fascia alta e nelle città costiere, ma è necessario espandersi anche negli Stati interni

In arrivo i compratori americani a caccia di mobili: le aziende brianzole intenzionate a partecipare agli incontri organizzati per conoscerli e farsi conoscere, devono iscriversi in queste settimane. A lanciare l’accoglienza di visitatori dagli Stati Uniti sono Federlegno Arredo Eventi e Ice- Agenzia. Si tratta di operatori statunitensi che operano nel settore residenziale di fascia alta e saranno nel nostro paese dal 16 al 20 ottobre. Una chance per chi vuole intercettare nuovi acquirenti. Il Distretto brianzolo si è già addentrato da tempo nel mercato americano, che ha anche sostenuto in un momento reso più difficile dal crollo del mercato russo. Nel 2016 in tutto ha esportato merce per il valore di 1 miliardo e 892 milioni (dati del monitor dei distretti di Intesa Sanpaolo) e nel primo trimestre ha già sfiorato quota 470 milioni crescendo del 9% grazie anche al contributo degli Usa.

In tutto, Federlegno nel suo rapporto annuale ha registrato gli Stati Uniti come primo Paese importatore di arredamento al mondo e il primato di fornitura spetta proprio all’Italia per la fascia alta. Ciò significa che i mobili italiani in America sono stati venduti per un totale di 906 milioni, lo scorso anno, con un incremento del 26,5%. C’è però ancora molto da costruire, anche perché non ci sono le pur fondamentali metropoli delle coste che già vedono la presenza di molte aziende brianzole. Ecco perché sono importanti simili iniziative. Un gruppo altamente selezionato - precisa la Federazione - una decina di designer provenienti da varie parti degli Stati Uniti, che visiteranno direttamente le sedi delle aziende interessate per incontrare personalmente l’imprenditore e approfondire la conoscenza della sua attività. «Un’opportunità imperdibile - sottolinea Federlegno Arredo Eventi - per vedere dal vivo cos’è che fa la differenza: dalla tecnologia, alle materie lavorate, all’incontro personale con il titolare e la storia del brand. I risultati concreti ottenuti dalle aziende che hanno partecipato alle scorse due edizioni confermano l’alto interesse degli operatori statunitensi, che dedicheranno una settimana intera del loro tempo per queste visite di scouting».

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