Frontalieri, addio alla coda

Corsia riservata

se si viaggia almeno in due

Frontalieri, addio alla coda  Corsia riservata  se si viaggia almeno in due

Ipotesi sperimentale su Brogeda-Chiasso per favorire il car sharing dei pendolari

L’equazione un’auto un frontaliere è spesso stata utilizzata per sottolineare come la “pressione” del traffico generato dai nostri lavoratori - diretti ogni mattina oltreconfine - abbia messo a dura prova le strade ticinesi. Tanto che il 5 giugno 2016, gli elettori del Cantone si erano espressi a favore della cosiddetta “tassa di collegamento”, che avrebbe dovuto portare nelle casse cantonali un bel gruzzoletto, versato dai cosiddetti “grandi generatori” di traffico, aziende con più di 50 posti auto e centri commerciali.

Poi il Tribunale federale ha fermato tutto. A pochi mesi dalle elezioni federali e cantonali, l’argomento torna d’attualità attraverso una richiesta ad hoc formulata al Consiglio federale dal consigliere nazionale Ppd, Marco Romano. Richiesta in cui viene messo nero su bianco l’ipotesi di «una corsia autostradale dedicata al car sharing per ridurre il traffico dei frontalieri, un progetto sperimentale per il Canton Ticino».

Il valico individuato è quello di Brogeda-Chiasso (insieme a quello di Gaggiolo-Stabio), di gran lunga il più trafficato tra quelli al confine tra Comasco e Ticino. L’esempio, come sostiene Marco Romano, arriva dalla dogana di Vallard, che collega l’Alta Savoia a Ginevra. Dogana che dal 1° ottobre dedicherà «una corsia preferenziale per le auto con almeno 2 passeggeri».

«Una prima assoluta a livello federale», hanno precisato da Berna. Da qui la proposta - con un tempismo perfetto - di Marco Romano di replicare la sperimentazione tra il Canton Ticino e il Comasco e tra il Ticino e la provincia di Varese.

Il Consiglio federale si esprimerà sull’argomento il prossimo 24 settembre. Perché dunque non dedicare una corsia preferenziale anche a Brogeda ai frontalieri, il cui numero complessivo - pur in calo nell’ultimo semestre - si aggira attorno alle 65 mila unità. Ma c’è già chi si è portato avanti. Un’azienda ticinese ha stretto nei mesi scorsi un accordo con il Comune di Cremenaga (Varese) grazie al quale in territorio italiano sono stati individuati 20 parcheggi dedicati in toto ai frontalieri (naturalmente che lavorano per quella ditta). Un pullmino accompagna poi i lavoratori in Ticino e li riporta verso casa. L’azienda si è impegnata a riconoscere al Municipio varesino 2,50 euro a parcheggio al giorno, in buona sostanza circa 12 mila euro l’anno.

Di sicuro un’iniziativa di grande interesse, che peraltro - secondo quanto si è appreso - altre aziende stanno cercando di replicare. Non resta che attendere ora il pensiero del Consiglio federale che al Ticino guarda con grande apprensione anche per la presenza del ministro degli Esteri - ticinese - Ignazio Cassis. Ieri, il consigliere nazionale Marco Romano è nuovamente intervenuto sull’argomento, spiegando che «inizialmente la proposta potrebbe essere applicata negli orari di punta». 

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