Frontalieri in smart working
Vicina la revoca dell’obbligo

L’annuncio del ministro svizzero Alain Berset a fronte del calo dei contagi, coinvolti migliaia di lavoratori italiani

Frontalieri in smart working Vicina la revoca dell’obbligo

Potrebbe già arrivare nella seduta di mercoledì del Consiglio federale il via libera - che riguarda in presa diretta anche un numero importante di lavoratori frontalieri - alla sospensione con effetto immediato dell’obbligo legato al telelavoro (o smart working), tornando a rubricarlo come semplice raccomandazione. L’annuncio è arrivato ieri pomeriggio dal Canton Argovia direttamente dal ministro Alain Berset, che da due anni rappresenta la voce del Governo sul fronte dei provvedimenti sanitari - con inevitabili ripercussioni sull’economia - connessi alla pandemia. Lo stop all’obbligo del telelavoro sarebbe connesso all’evoluzione della situazione negli ospedali, dove le terapie intensive - salvo alcune eccezioni - stanno dimostrando di tenere l’onda d’urto di questa quinta ondata di contagi (la percentuale di occupazione dei pazienti Covid è sotto il 30%). Dietro l’annuncio del ministro Alain Berset c’è anche il pressing delle Associazioni imprenditoriali, a cominciare dall’Usam - l’Unione svizzera arti e mestieri - che si erano subito schierate contro la proroga sino a fine febbraio del telelavoro.

C’è un altro aspetto sanitario che il ministro Alain Berset ha evidenziato ieri vale a dire la soppressione della quarantena, già ridotta al pari degli isolamenti a cinque giorni. Aspetto questo direttamente connesso all’economia ed ai vari segmenti produttivi, considerato che tra isolamenti e quarantene circa il 4% della forza lavoro su base federale risultava assente nelle prime due settimane di gennaio. «La pandemia non è finita», ha fatto sapere Alain Berset, tenendo conto anche del fatto che nelle ultime quarantotto ore i nuovi casi annunciati dall’Ufficio federale di Sanità pubblica hanno sfiorato quota 40 mila. «Noi continueremo a seguire la via equilibrata tra prudenza ed aperture», la chiosa del ministro federale.

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