Venerdì 07 Giugno 2013

Il nuovo parco Splash si tuffa in Ticino

E ne assume 100

Cinquemila curriculum, il primo tuffo nel parco acquatico è questo. Il secondo è il numero dei prescelti da Splash&Spa Tamaro: 100.

Il mega parco acquatico europeo aprirà il 15 giugno a Rivera. Progetto ambizioso, ha avuto come finanziatore Credit Suisse. E hanno bussato in cerca di un lavoro anche molti comaschi senza un posto.

Diana Ivanisevic, responsabile marketing della società spiega: «Splash&Spa Tamaro rappresenta una vera e propria novità nel panorama delle strutture turistiche ticinesi. Il progetto, unico in Canton Ticino, si pone come il parco acquatico più innovativo di Europa e nasce dalla volontà di dare un nuovo impulso al turismo ticinese, creando una forte sinergia con il Monte Tamaro».

L’ambizione

Si inserisce infatti in un contesto «con offerta diversificata di divertimenti come il Parco Avventura, il parapendio, la pista di downhill, la tirolese, la slittovia e la famosa cappella Santa Maria degli Angeli dell’architetto Mario Botta».

Obiettivo dichiarato «far diventare questa regione il polo turistico più importante di tutta la Svizzera, coniugando in un’unica area denominata Tamaro Park le attività ricreative della montagna a quelle delle piscine e della moderna Spa». E per ogni età e tipo di pubblico.

Una struttura futuristica si presenta agli occhi, progettata dall’architetto Marco Giussani: «È caratterizzata dalle tre cupole ben visibili e illuminate. Ogni cupola è dedicata a diversi servizi: in quella del divertimento sono previsti scivoli e tornado per i clienti che ricercano emozioni più forti; la cupola dello svago offre numerose piscine».

Il centro Spa infine include sette saune. Si rimarrà aperti 365 giorni all’anno.

«Sostengono il progetto due partner d’eccezione - prosegue Ivanisevic - Credit Suisse, unico finanziatore che ha investito 100 milioni di franchi svizzeri e Alpamare, di proprietà di Anton Hoefter, ad di Splash&Spa».

Gli obiettivi

Chi ha fatto nascere il centro? «Sono state utilizzate imprese ticinesi, nell’ottica di valorizzare al massimo il territorio di appartenenza». Quindi, di fatto anche frontalieri comaschi.

Si precisa: «A livello demografico vogliamo diventare il punto di riferimento svizzero, ma l’offerta è rivolta anche al Nord Italia, in primis a Como o Milano».

E ancora osserva Ivanisevic: «Sempre nell’ottica di voler supportare il territorio, la ricerca di personale ha privilegiato prevalentemente candidature ticinesi, le posizioni erano però aperte a tutti».n

Sul sito webricostruiscile tappeverso il parco

Marilena Lualdi

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