Industria, prove di crescita  Risale anche il fatturato
Francesco Verga, presidente di Unindustria Como, durante un’assemblea a Cernobbio

Industria, prove di crescita

Risale anche il fatturato

Il primo semestre del 2015 sembra estendere la fiducia di una timida ripresa anche tra le piccole aziende

Il “più” continua la sua lenta ma costante marcia. E adesso coinvolte anche le imprese meno grandi.

Unindustria si sbilancia con maggiore decisione sul primo round di quest’anno. Un semestre «che si è chiuso leggermente meglio rispetto ai livelli dell’anno precedente per le imprese di Como». Domanda, attività produttiva, fatturato riescono a staccarsi dal periodo precedente con un pizzico di fiducia in più verso il futuro.

Gli ordini sono un primo indicatore che conforta: cresciuti del 4,1% rispetto a luglio-dicembre 2014. Viaggia meno spedita l’attività produttiva, visto che l’aumento è del 2,6%. Il fatturato invece si piazza in mezzo, a un +3,2.

«Dopo un inizio d’anno incerto, soprattutto per alcuni settori produttivi, gli ultimi mesi di questo primo semestre hanno contribuito ad invertire la rotta ed il segno “più” è tornato nelle nostre rilevazioni – commenta il presidente di Unindustria Como, Francesco Verga – in particolar modo riguardo all’attività produttiva ed al fatturato». Quindi è proprio lui a evidenziare: «Merito anche di una miglior performance delle piccole imprese che, seppur timidamente e in maniera non uniforme, iniziano a segnare una crescita della produzione fino ad ora riservata solo alle medio grandi».

Prova del nove. È vero, sono migliori i dati per gli ordini ricevuti da aziende medio-grandi: un +5,5% congiunturale contro il 3,3% delle piccole. Ma queste ultime hanno visto una crescita produttiva del 3% contro l’1,4% delle più strutturate. A questo punto si guarda con maggiore speranza al secondo semestre, dato che l’attesa di una crescita per quanto riguarda ordini e vendite sfiora il 2%.

Si accentua anche l’export: quasi la metà delle vendite sono legate all’Europa occidentale, vale a dire il 25%. Ancora gli Stati Uniti assorbono il 3,3%, l’Europa dell’est il 3,8%, i Brics il 2,8%. Stabile l'occupazione.

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