Lezzeno: Molinari  La nautica torna a crescere
Il cantiere Airon Marine nella storica sede di Lezzeno

Lezzeno: Molinari

La nautica torna a crescere

Lo storico cantiere Airon Marine di Lezzeno pronto per il rilancio del settore con nuovi modelli. A Casnate con Bernate un nuovo capannone da 4.400 metri quadrati. «Il mercato estero ci ha tenuto in vita»

Il settore della nautica ha vissuto dal 2008 una pesante crisi. Eppure c’è chi è riuscito a cavalcare l’onda della ripresa iniziata nel 2015. Un caso esemplare è dato dalla Airon Marine di Lezzeno, impresa gestita dalla famiglia Molinari e da Walter Posca, impegnata nel settore nautico sin dal 1976, con la produzione di barche a motore in vetroresina, da 7 a 15 metri.

Ha rivenditori in Italia e all’estero. Si occupa di progettazione, costruzione e assemblaggio dei modelli. Sino al 2011, l’azienda contava su 48 dipendenti, poi l’avvento della crisi economica globale e di settore ha costretto la famiglia Molinari a ridurre l’organico e ad avviare azioni per contrastare la crisi.

Oggi vi lavorano 12 dipendenti, oltre ai titolari.

In provincia di Como, le imprese di costruzioni di imbarcazioni da diporto e sportive sono passate da 62 con 321 addetti nel 2009 a 39 con 225 addetti nel 2017; il commercio al dettaglio da sei imprese nel 2009 è sceso a cinque nel 2017; sono cresciute invece le ditte che si occupano di riparazione e manutenzione, da quattro nel 2009 a undici nel 2017.

«Il mercato interno ha sofferto di più, l’export ha risentito meno della crisi. Il mercato estero ha tenuto in piedi i vari cantieri - racconta Molinari - . Ma molte imprese di piccole dimensioni non hanno avuto il tempo di reagire e hanno chiuso. Ora si fa fatica a trovare i fornitori, dai mobili a materiali come acciaio e plexiglass». Nel 2015 c’è stata poi l’inversione di tendenza e il mercato è ripartito. Airon Marine ora è in crescita e si accinge anche ad assumere nuovo personale. Negli ultimi due anni ha stilato nuovi contratti per la distribuzione all’estero, in particolare in Germania.

«Stiamo uscendo dalla crisi. Abbiamo reagito ampliando la rete commerciale, con nuovi contratti di distribuzione. In questi anni, dopo essere stati costretti a ridurre l’organico, abbiamo investito in un nuovo capannone di 4400 mq, iniziato a produrre nuovi modelli e ristrutturato la parte di remissaggio e del refit. Infine abbiamo avviato un’attività di noleggio barche. Ora siamo tornati a produrre una media di dieci barche l’anno. Dal 2016 al 2017, c’è stato un incremento di fatturato del 20%».

Nel giro di tre anni Airon conta di arrivare a produrre 25 barche l’anno. «Dall’estero ci cercano molto. Vogliamo entrare nel mercato americano che è in forte espansione. Inoltre parteciperemo alle fiere di Dusseldorf e Napoli». Ad oggi i clienti sono per l’80% esteri e il restante 20% italiani. La sede storica si trova a Lezzeno, mentre la produzione a Casnate con Bernate. Va sottolineato che quest’anno la tendenza del mercato è stata positiva.

«I dati parlano di +18% in Italia. La fascia di prezzo fino a 150 mila euro e quella superiore a 600 mila sono quelle più in auge. La fascia media intorno ai 200 mila euro invece è ferma».

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