RistorExpo, il mondo  che vuole gustare Como
Erba Campari Academy (Foto by Stefano Bartesaghi)

RistorExpo, il mondo

che vuole gustare Como

Protagonista la Polonia, ma sempre di più gli espositori, anche piccoli, hanno una forte propensione all’export. E c’è chi vende il gelato in Cina

Fieri dei prodotti del territorio, pronti a esportarli fino in Cina. E altrettanto pronti ad accogliere chi da fuori propone qualcosa di speciale, come i polacchi.

A RistorExpo la seconda giornata vede intrecciarsi storie diverse per il settore enogastronomico, che svelano questo tratto: la produzione locale e il viaggio in mercati sempre più lontani. Attirandoli anche, fino a qui: e il turismo è la via principale.

La Polonia è stato il “caso” di questi giorni. Ma attenzione: secondo i dati della Camera di commercio di Como, già è all’ottavo posto per le esportazioni, cresciuta del 52% in otto anni. Quindi un mercato vivace e che può dare ancora di più, su cui Lariofiere ha puntato con decisione. Entusiasta Justyna Adamczyk, editor-in-chief Gault&Millau, riferimento della presenza polacca al Salone: «Siamo rimasti letteralmente scioccati dall’accoglienza riservataci. Siamo rimasti molto colpiti dall’estrema professionalità riscontrata».

Voglia di farsi conoscere oltre confine. Che si può leggere anche tra numerosi espositori di RistorExpo. In un territorio ricco di piccoli, non si avverte il timore di spingersi sempre più distante. Un esempio è la gelateria Ghisolfi di Mariano Comense: tra le delizie offerte ieri da Roberto e Ivan con le mogli Marina e Sandra c’erano gelati di albicocca e altri frutti prelibati che vengono apprezzatissimi in Cina.

Mercati conquistati, mercati sfiorati e – per ora – perduti. Ma che ti chiamano nonostante tutto. Com’è accaduto a Davide Lacchini, che si racconta allo stand della Cantaluppi di Tavernerio. Lo chef executive dell’Hotel Regina Olga – Reine du Lac a Cernobbio, è stato in Siberia, dove gli hanno confessato la grande passione - frustrata dall’embargo - per il made in Italy. A Novosibirsk grande accoglienza: «Ho tenuto tre giorni di lezioni di cucina e poi c’è stata una cena di inaugurazione di un locale, con ricavato in beneficenza. Ho cucinato una tacchinella ripiena e ho portato anche ricette di Como».

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