Sisme: «Noi per ora salvi
ma quanta angoscia»

Parlano accanto ai licenziati anche coloro che non hanno ricevuto al lettera: «Ci dispiace per i colleghi, siamo a pezzi». L’azienda sui casi più drammatici: «Valuteremo cosa si possa fare per aiutarli»

Chi ha perso il posto, non dorme. Ma oltre ai 200 licenziati ci sono gli altri lavoratori della Sisme. Che non hanno ricevuto la lettera, ma sono ugualmente angosciati: «Si rientra con l’angoscia di non trovare più i nostri compagni di lavoro; come ci si potrà rapportare con dirigenza e proprietà, arrivati al punto di mettere in mobilità moglie e marito e persone monoreddito. Si rientra nell’incertezza più assoluta e con la spada di Damocle di 23 licenziamenti in stand-by».

L’azienda ha in animo di ripensare ai casi più drammatici? «Premesso che riteniamo di aver correttamente identificato i soggetti secondo i criteri di legge - dichiara va ieri Sergio Luculli, direttore del personale - abbiamo evidenziato al prefetto la nostra volontà di valutare cosa si possa fare per situazioni particolari».

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