«Vorrei assumere  ma non riesco  Colpa della burocrazia»
L’imprenditore tessile Enzo Angiuoni denuncia: «Eccessiva la burocrazia per l’apprendistato» (Foto by archivio)

«Vorrei assumere

ma non riesco

Colpa della burocrazia»

La denunciaL’imprenditore tessile Enzo Angiuoni

«Ci siamo trovati di fronte a sei mesi di inutili attese

In questo modo si perdono dei possibili candidati»

Assumere apprendisti? Un piacere, ma non per la burocrazia. Se a Como i giovani sono messi a contratto dalle aziende sempre più con questa formula, le difficoltà non mancano. Lo afferma Enzo Angiuoni. Che ribadisce: occorre troppo tempo per sbrigare tutti gli adempimenti, con il rischio di farsi sfuggire l’operaio che si vuole prendere.

L’imprenditore tessile già aveva fatto notare questo problema lo scorso anno. Non si è affatto risolto, afferma. «Quando sono arrivato a Milano, non si faceva in tempo a entrare che levavi la giacca e ti mettevi a lavorare. Ora ci vogliono quattro, anche sei mesi per tutte le pratiche. E ho perso anche dei candidati in questo modo». Oggi in azienda ha 110 dipendenti compresa la rete vendita. Un paio di ragazzi stanno anche facendo lo stage e anche da qui possono uscire belle conferme che sfociano in un’assunzione. Con la formula dell’apprendistato: «Così hanno un bello stipendio, i giovani vanno presi e aiutati».

Così nell’ultimo anno l’azienda Enzo Angiuoni ha provato a prenderne quattro. E altri ancora vorrebbe assumere appena possibile: «Solo che ci siamo trovati situazioni incredibili, ad attendere anche sei mesi per tutta la burocrazia da sbrigare. Sei mesi, capite? In quel tempo io lo formo, un giovane».

Si è verificato poi un ulteriore disguido. Di fronte alle attese, c’è chi dice addio, cogliendo un’altra occasione, afferma ancora Enzo Angiuoni: «Chiaro, non capiscono perché passa così tanto tempo e allora rinunciano. Ho fatto questa esperienza, eh. Non li sentivo più, li chiamavo e mi dicevano che erano andati altrove».

Anche perché i giovani preparati e con voglia di lavorare ci sono, ma vanno a ruba. In un momento in cui le aziende hanno fame di energie nuove - o per sostituire chi esce o per potenziare gli organici e affrontare le sfide dell’innovazione – si fa in fretta a farseli scappare.

Un rischio che non ci si può permettere: «Io ne ho assunti e ancora lo voglio fare - insiste Angiuoni - ma ci vuole meno burocrazia, davvero».

A Como lo scorso anno gli avviamenti con questo contratto sono aumentati del 16,1%. Se si tratta di uno strumento storicamente prediletto dall’artigianato, sempre più l’industria lo sta utilizzando. Anche il tessile, che deve appunto affrontare il turnover e allo stesso tempo ha tutte le tematiche legate al digitale per cui personale giovane è ben accetto.Meglio ancora se si forma in casa, cioè sulle specifiche esigenze dell’azienda.n 
M. Lua.


© RIPRODUZIONE RISERVATA