Venerdì 17 Giugno 2011

Il prato di Pontida, le parole di Bossi e i dubbi dei padani

Che cosa dirà Umberto Bossi a Pontida? E' questo l'interrogativo che da settimane (dopo la "sberla" alle amministrative) tutti  si pongono. La seconda domanda, magari posta sottovoce, è la seguente: ci saranno contestazioni? Due interrogativi che spostano l'attenzione sulla vera "notizia" che arriverà guardando il "sacro" pratone bergamasco: quanta gente ci sarà? Il numero dei presenti, prima ancora dell'intervento del Capo, dirà come la pensa il popolo leghista in questo momento, anzitutto se è immutato l'affetto paterno verso l'uomo che più di trent'anni fa fondò sulla riva del lago di Varese l'Unione Nord Ovest Lombardia per l'Autonomia, Unolpa, cioè l'embrione della Lega nord.
Perché il colpo d'occhio sulla spianata verde dirà quasi tutto sullo stato del movimento padano e quindi sul futuro del Governo? Perché Pontida è legata al sentimento, è dentro le viscere di ogni padano che da oltre vent'anni, sotto il sole o con le scarpe infangate, non manca all'appuntamento. Sì, forse ci sarà qualche "originale" (come in tutte le famiglie) che tenterà di rovinare il "sacro rito", ma fin d'ora anche un duro e puro come "Obelix", Erminio Boso, ha già avvertito: "guai a chi si permette di contestare, lo prendo a calci in c…". Chiarita la vera incognita di questa vigilia, si può capire perché le parole di Umberto Bossi sono "politicamente" un gradino sotto, anche se rilevanti per il destino del Governo. Due i temi che affronterà il Capo: immigrazione e fisco. Come da settimane ripete la "missione di pace" in Libia deve finire il più presto possibile. Ad aiutare la tesi del senatùr c'è il recente diniego del Congresso Usa che ha bocciato la richiesta di Obama  di nuovi fondi. Un "no" che il ministro dell'Interno ha definito "una notizia molto interessante e importante". Le parole di Roberto Maroni ci riportano alla memoria il primo vero strappo politico di questa legislatura, quando Silvio Berlusconi disse sì alla missione libica senza consultarsi con Umberto Bossi. Ecco, da Pontida ci si aspetta l'ultima parola sulla partecipazione italiana ai bombardamenti. Dopo la questione libica, Umberto Bossi si dedicherà alle tasse. E qui si rivolgerà al suo grande amico Giulio Tremonti alle prese con i vincoli dell'Unione Europea e la domanda di tutti di aprire la borsa. Scontato che il senatùr non può chiedere altri tagli ai Comuni e difenderà le famiglie e le piccole imprese, forse chiederà un intervento sulle fasce di reddito più alte. E poi? Roberto Maroni, martedì ospite di Finmeccanica, ha chiesto al Governo il "coraggio di fare anche scelte impopolari". Parole impegnative perché uscite dalla bocca del responsabile del Viminale e del più ascoltato (da Umberto Bossi) dirigente leghista. Sarà il Capo a svelare quali sono queste scelte? Aspettiamo Pontida, aspettiamo le sue parole senza però dimenticare che la prima "notizia" sarà la gente, il numero dei presenti sul "sacro" pratone.

Alessandro Casarin

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