Martedì 12 Luglio 2011

Se il gossip scaccia
le notizie vere

 Sarà perché da sempre il giornalismo anglosassone è da noi un mito inattaccabile, sarà perché le nostre inquietudini non sono diverse, anche se per certi versi meno devastanti, di quelle inglesi, ma lo scandalo del tabloid londinese "News of the World", chiuso dopo 168 anni di pubblicazioni a causa di uno scandalo a base di intercettazioni illegali, pone anche al sistema dell'informazione italiano riflessioni e interrogativi.
Il giornale in questione, del quale domenica scorsa è uscito l'ultimo numero, era un tabloid, vale a dire una pubblicazione per definizione dedicata a un'informazione popolare (tirava un numero di copie inimmaginabile nel panorama italiano: 2,8 milioni) e già in passato era incorso in parecchi incidenti legati alla sua aggressività e alla sua spregiudicatezza.
Ma nessuno poteva immaginare - come l'inchiesta in corso sta facendo emergere - che pur di acquisire notizie particolarmente "piccanti" ci si servisse di investigatori appositamente incaricati e si giungesse a intercettare circa 4.000 telefoni, fra i quali quelli di membri della famiglia reale, politici, parenti di vittime dell'attentato alla metropolitana del 2005 e addirittura il cellulare di una ragazzina rapita e in seguito uccisa. Come se non bastasse, le indagini in corso riguardano anche presunti pagamenti ad agenti di polizia, che avrebbero riferito ai giornalisti particolari sulle inchieste in corso a Scotland Yard, e, coinvolgendo direttamente Andy Coulson, direttore all'epoca dei fatti e amico personale di Cameron, arrivano a sfiorare il numero 10 di Downing Street.
Ci sono evidentemente, nella bufera londinese, elementi specifici che nulla hanno a che vedere con l'informazione nel resto del mondo. Ad esempio la probabile sensazione di onnipotenza all'interno di News of the World, dovuta alla posizione apparentemente inattaccabile dell'editore, quel Murdoc chiamato Lo Squalo, proprietario anche di Times, Sunday Times e Sun, e candidato all'acquisto della rete BSkyB per 12 miliardi di dollari. Ma c'è anche un punto di partenza di questa brutta storia che dovrebbe essere preso in considerazione da tutto il mondo dell'informazione ed è l'esigenza, ormai data per scontata, di un successo a tutti i costi che, quando di mezzo ci sono le notizie, può essere una trappola mortale e portare a conseguenze irreparabili. Tirare più di due milioni e mezzo di copie, anche in Gran Bretagna, non è un'impresa da poco, è una conquista estremamente ardua, che va ogni volta ribadita. Il gossip più estremo, la spregiudicatezza più spinta sono tentazioni che inevitabilmente si presentano, ma incominciare a catturare il lettore sollecitandone gli istinti deteriori, la curiosità becera, significa diseducarlo alle notizie vere, che, come la moneta buona scacciata da quella cattiva, finiscono per non avere più sufficiente appeal.
E' una sorta di scivoloso imbuto, dal quale diventa poi impossibile risalire. L'intercettazione telefonica diventa allora non un reato, ma un sistema migliore degli altri per avere notizie che i concorrenti (intralciati dai propri scrupoli) non hanno. E la "mancia" allungata a un agente di polizia è un particolare trascurabile all'interno di uno scoop che finisce a lettere cubitali in prima pagina. Sembra di aver trovato la gallina dalle uova d'oro, ma un giorno finisce che la gallina scodella un uovo sul quale sta scritto "Thank you & Goodbye", estremo patetico addio a un lettore tradito.

Antonio Marino

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