Martedì 08 Novembre 2011

L'economia lenta
come la politica

Le Borse sulle montagne russe e gli imprenditori che ne subiscono le conseguenze quando vanno in banca a chiedere un prestito si sentono chiedere interessi impossibili? La crisi di fiducia che sta frenando la timida ripresa registrata ad inizio anno tanto da riproporre lo spettro di tremila posti di lavoro a rischio in provincia di Como? Il dramma dei trecento esuberi dichiarati dalla Sisme di Olgiate Comasco che si portano in dote l'impoverimento di un intero territorio? Tutti argomenti non all'ordine del giorno al tavolo della competitività, quella specie di G20 dell'economia comasca che si riunisce periodicamente per «delineare progetti strategici per lo sviluppo».
Ieri, ad esempio, nello splendido salone affrescato di villa del Grumello con vista mozzafiato sul golfo di Como, il gotha dell'economia comasca (c'erano i presidenti delle associazioni d'impresa, i sindacati, i politici e un elenco sterminato di rappresentanti di enti) si è parlato della variante della Tremezzina e di Chilometro della conoscenza. Temi strategici per lo sviluppo, ci mancherebbe, ma un tantino fuori sincrono rispetto alla realtà. Come se un coro polifonico fosse chiamato a suonare... una marcetta. Senza voler apparire ingenerosi a priori, l'impressione avuta è stata quella di straniamento, di discrepanza abissale tra la pomposità del tavolo e il valore dei protagonisti rispetto a quello che succede nel mondo reale. Decisioni strategiche, zero. Gli argomenti sul tavolo, in discussione da almeno un anno, per essere generosi. Tempo perso, tanto. Qualcuno dei protagonisti aveva stampato il disagio in faccia e non faceva nulla per nasconderlo.
Per l'ennesima volta è stata ribadita l'importanza strategica della variante della Tremezzina (qualcuno ne dubita?) per evitare l'isolamento della sponda occidentale del lago. Tanto strategia che sta diventando come la Salerno-Reggio Calabria con l'unica differenza che almeno al sud i cantieri li aprono anche se i lavori non si concludono mai. Ieri le sorti della strada sono state affidate ufficialmente ai parlamentari (in questi anni dove sono stati?) che hanno già in mano il biglietto di ritorno da Roma e a quei consiglieri regionali che e finora non hanno certo brillato d'iniziativa. Stesso discorso sul famoso Chilometro della conoscenza. Venti minuti di spiegazione del progetto; discorso del presidente della Camera di commercio Paolo De Santis per perorare la causa; l'approvazione di un documento di sostegno. E poi? Il nulla. Riunione chiusa, se non fosse per il fuori programma del segretario della Cgil Alessandro Tarpini che ha chiesto una convocazione, a breve, del tavolo per discutere della crisi, per dare un segnale di attenzione alle imprese e ai lavoratori. La stessa richiesta di rimettere al centro dell'attenzione l'economia reale l'hanno fatta nei giorni scorsi Confartigianato e Cna chiedendo ai vertici di via Parini di prevedere nel bilancio 2012 più soldi per aiutare le piccole imprese che non riescono ad avere i soldi dalle banche o che vogliono andare a fare missioni all'estero per cercare nuovi clienti.
La risposta? Se ne parla il 9 gennaio, con calma, sperando che tutti arrivino a mangiare il panettone.
La cosa buffa è che tutti hanno dato per scontato questo rinvio quasi a data da destinarsi. Evidentemente i tempi e le chiacchiere dell'economia comasca si stanno adeguando, pericolosamente, a quelli di una politica che non mancano di criticare.
Elvira Conca

Elvira Conca

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