Mercoledì 18 Gennaio 2012

Maslianico: il mio
Comune è differente

«Ma le pare che se avessi un miliardo verrei a chiederle cento milioni?», diceva Roberto Benigni a un direttore di banca in una gag di Tu mi turbi. Sulla crisi del credito il comico toscano aveva capito tutto molto tempo prima del crac di Lehman Brothers e giustamente si indignava.
In materia, meglio dell'indignazione c'è quanto hanno fatto in municipio a Maslianico. Il Comune ha fatto da banca, riuscendo nella missione che di questi tempi, agli istituti di credito, sembra impossibile: prestare soldi a soggetti ritenuti a rischio. A dirla tutta i presunti miracoli sono due, perché l'assessore è riuscito anche a farsi restituire i soldi, alla scadenza naturale, in assoluta tranquillità. «È gente che conosciamo - spiega il sindaco Mario Luppi - eravamo sicuri che avrebbero mantenuto la parola e così effettivamente è avvenuto».

(...) Se le banche fossero davvero differenti, come recita uno spot di successo, questo sarebbe bagaglio acquisito di tutti i bravi direttori di agenzia.
Ai quali invece i due cittadini rimasti senza lavoro a Maslianico nemmeno si sono rivolti, dando per scontato che, a loro, il prestito non sarebbe stato accordato. «In effetti dubito che ce l'avrebbero fatta - conferma Luppi - non avevano garanzie da offrire». In entrambi i casi servivano poche migliaia di euro, da girare a persone tra i 50 e i 60 anni di età, licenziate da aziende in crisi e senza speranza o quasi di trovare una nuova occupazione. In Comune hanno cercato il posto, come fanno sempre in questi casi gli sportelli-lavoro, e poi si sono spinti più in là. Con pochi mesi di contributi previdenziali volontari, ha spiegato infatti l'assistente sociale, i due comaschi avrebbero maturato i diritti alla pensione. Il problema dunque era semplicemente quello di anticipare, per pochi mesi, una somma modesta quanto introvabile per chi faticava a pagare le bollette.
Una firma, anzi la parola di un cittadino in difficoltà: «Li restituisco quando l'Inps comincia a versarmi la pensione». E così è stato. Per le casse comunali il peso è stato praticamente pari a zero, il peso cioè di qualche euro di interesse che il Comune si è ben guardato dal pretendere.
Dietro a questa storia in apparenza banale ci sono tanti segnali incoraggianti. A cominciare dall'efficienza di un ente locale che si è mostrato più lungimirante di un'azienda privata. In fondo i servizi sociali avrebbero potuto regalarli, quei quattrini, come fanno con le famiglie sul lastrico. Invece li hanno prestati in base a un'interpretazione della normativa dinamica e intelligente. In cambio hanno sistemato due famiglie, che prestando fede agli impegni hanno messo nuovamente disposizione quel denaro per nuove emergenze.
Fino a quando il sistema del credito e quello del welfare non sapranno fare di meglio, storie come questa ci fanno solo rivalutare quanto è bella l'Italia dei piccoli Comuni.
Mario Cavallanti

Mario Cavallanti

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