Mercoledì 01 Febbraio 2012

Si chiama freddo
Non emergenza

  on è ben chiaro se il tema di questo articolo sarà il freddo o l'uso improprio, contundente diremmo, della parola "emergenza". Probabilmente parleremo di entrambe le cose anche perché che faccia freddo certo non lo si può negare. Neppure si può far finta di non sapere che, nelle prossime ore, farà ancora più freddo: lo prevedono i meteorologi, categoria che, al contrario degli economisti, vanta oggigiorno un grado quasi assoluto di precisione. Ai tempi del colonnello Bernacca valeva la giustificazione che la meteorologia, al pari dell'astrologia, era più che altro una vaga premonizione. Adesso gli esperti del tempo ci azzeccano e non ci sono scappatoie: se dicono che farà caldo, si suderà, se sostengono che arriva il freddo, ebbene prepariamoci a rabbrividire.
Da questo ad annunciare l'"emergenza freddo" ce ne corre. E' vero che la parola "emergenza" è un cartellino che ci piace mettere su tutto: è più cinematografica di "problema" e aggiunge un pizzico d'azione a un fatto altrimenti del tutto naturale. A voler guardare in faccia la realtà, però, oggi è il primo febbraio e che le temperature siano vicine allo zero, o anche qualche gradino sotto, non è poi così strano. "Emergenza" è un termine che suggerisce qualcosa di inaspettato, una contingenza improvvisa e gestibile soltanto attraverso interventi straordinari. Può essere questo il caso di una spruzzata di vento siberiano? Emergenza, per intenderci, pare essere quella dei passeggeri della Concordia, che un momento sono in abito da sera e il momento dopo si ritrovano a bagno nelle acque del Giglio.
Il freddo, che arriva annunciato da giornali, tv e siti internet, è più un evenienza, seccante se volete, disagevole per chi soffre le temperature basse, ma niente di più. Certamente, d'inverno, non si sognavano di parlare d'emergenza i nostri nonni. Nessun avo, affacciandosi sulla soglia del casolare e inalando l'aria frizzante da sopra i baffi alla Vittorio Emanuele, si è mai sognato di esclamare: «Oggi scatta l'emergenza freddo». Pure, per difendersi dal gelo egli non disponeva di tutto l'armamentario moderno: né piumini né riscaldamento a metano, né stufe a pellet né acqua calda col termovoltaico.
Tutto ciò non significa che il freddo non possa essere un problema: lo diventa, eccome, nel momento in cui le strade ghiacciano e gli amministratori locali, restii a uscire dagli uffici riscaldati per non dover affrontare la terribile "emergenza", lasciano che le vetture scivolino l'una contro l'altra nel più costoso degli autoscontro. Lo diventa anche se ci si dimentica di far rifornimento alle caldaie delle scuole o degli ospedali. In caso contrario, il freddo in febbraio rimane un evento perfettamente compatibile con il calendario: il mondo non è (ancora) un luogo a temperatura controllata e pertanto qualche variazione di temperatura è ovvia e anzi, nell'ambito del ciclo vitale, perfino necessaria.
Ecco: di emergenza freddo si potrà parlare solo se noi tutti, non solo le autorità, non solo quelli che comandano, dovessimo dimenticarci di chi non ha una casa e non può contare, ogni giorno, su un pasto caldo. Per queste persone il freddo è sul serio un'"emergenza". A pensarci bene, per loro è emergenza anche il resto della vita.
Mario Schiani

Mario Schiani

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