Mercoledì 28 Marzo 2012

I segni del divino
per una vita nuova

C'è grande poesia e una forma di grazia in questo manifestarsi di Maria nel santuario di Maccio, con l'acqua che sgorga ancora da un'altra parte dell'altare e con la rosa che, bagnata in quell'acqua, mantiene per molti giorni la sua fioritura. L'acqua è un segno del battesimo, della benedizione e della purificazione, in qualche modo anche del passaggio ad una nuova vita. Già questo è un segno del divino che si manifesta a noi uomini che viviamo in un tempo arido, dove tutto sembra diventato privo di senso e di valore.
Più che di apparizione è giusto parlare di manifestazione: Maria, la madre di Gesù, si manifesta a noi, attraverso segni che ci sembrano inspiegabili, perché dal nostro mondo è scomparsa la possibilità di "guardare" al mistero e di cogliere in esso una lingua nuova, che parla attraverso i segni, la luce, l'acqua, la rosa che sembra riprendersi un'eternità di vita. Maria decide di ritornare nel mondo di oggi per farci capire che c'è anche una realtà dello spirito, una forma di grazia che può aiutarci nella conversione, allontanandoci dalla nostre solitudini, ponendoci di fronte ad un mistero, che è giusto che rimanga tale, come mistero gaudioso è stata per Lei l'Annunciazione dell'Angelo, quando l'aveva trovata impaurita, dicendoLe che avrebbe concepito un Figlio.
Se, da cristiani, crediamo all'azione dello Spirito Santo, non é impossibile capire questa necessità di "manifestarsi" che ha Maria, da sempre tramite tra l'uomo e l'essenza divina. Lei, nostra Madre Celeste, diventa uno strumento della grazia di Dio, nel riportarci ad una realtà che non riusciamo a spiegare attraverso le nostre strutture troppo razionali, quella di una Luce che sta oltre di noi, di una realtà spirituale di cui non sentiamo più la sostanza, la verità e la necessità.
E' chiaro, poi, che spetta alle autorità religiose, stabilire se vi siano state o meno apparizioni nel Santuario, sta a loro confermare "il miracolo" avvenuto nella chiesa, attraverso la lettura attenta delle testimonianze, attraverso un pronunciamento che convalidi l'effettiva apparizione mariana.
Non è questo però il punto: è lecito e doveroso chiarire quanto è avvenuto e sta avvenendo, anche se questa "verifica", necessaria per stabilire un riconoscimento di verità nel mistero, nulla toglie a quanto viene affermato dal parroco.
Infatti, in ogni caso, in questa immagine di Maria come punto di luce, dell'acqua che scorga e delle rose benedette dall'acqua che non perdono la freschezza della loro fioritura, c'è un grande insegnamento, legato all'esercizio spirituale, che spesso porta alla visione, alla possibilità di partecipare del mistero, non solo intuendolo, ma vivendolo profondamente nel proprio corpo, nella propria anima.
Del resto per un cristiano la presenza di Dio aleggia sul mondo, lo nutre con lo Spirito Santo, a volte si manifesta con la luce accecante della Madre: giudicare o essere scettici non serve. Il nostro tempo ha bisogno di benedizioni, di lenimenti per l'anima. E' così semplice, ma anche così consolante sapere che la Madonna vuole essere vicina a noi, con la benedizione delle sue rose accompagnandoci verso la settimana della Pasqua. Forse questo è un segno, non da spiegare, ma da vivere nella grazia umile di un invito alla preghiera, al silenzio, alla riflessione.
Fulvio Panzeri

Fulvio Panzeri

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