Mercoledì 01 Agosto 2012

Le vite
da salvare
e le parole
a vuoto

  Un bel dibattito tra amministratori locali anima le giornate estive. Si discute su chi debba mettere i bagnini in spiaggia e, soprattutto, pagarli. In attesa delle conclusioni, a Gera Lario è arrivato il secondo morto, a distanza di venti giorni e di cento metri dal primo.
Il muratore annegato ieri non era entrato in acqua dalla spiaggia, ma dal cantiere al quale aveva smesso di lavorare durante la pausa di mezzogiorno. Probabile, anche se non sicuro, che un esperto in salvataggio, qualora ingaggiato da un ente da individuare al termine della discussione di cui sopra, lo avrebbe visto e soccorso. Certo invece che il bagnino non c'era.
È la forza del destino? No, è il risultato della totale mancanza di lungimiranza e programmazione dei troppi enti che si piccano di fare turismo con i soldi del contribuente e non sanno nemmeno attrezzare e custodire una spiaggia pubblica.
In un posto bello come il lago, dove l'ospitalità dovrebbe essere un'industria, hanno partecipato al tavolo tecnico su chi deve piazzare e pagare i bagnini i seguenti soggetti: i Comuni che si affacciano sul lago, secondo i quali serve una legge-quadro della Regione per evitare interventi estemporanei e ottenere adeguate risorse; gli ex assessori provinciali, fortunatamente soppressi, perché tanto le risorse - un milione alla volta - le destinavano a prendere il tempo ai cicloamatori sul Ghisallo; i consiglieri regionali, secondo i quali la legge regionale non serve perché c'è già un consorzio pubblico che incassa i diritti demaniali sulle rive, luogo dove le risorse andrebbero reinvestite; il consorzio di cui sopra, che assicura di girare già fior di quattrini ai Comuni per badare anche alle spiagge pubbliche di cui alle tasse demaniali.
Al tavolo tecnico non poteva mancare nemmeno un '"operazione", l'operazione "Lario sicuro": si tratta di una sorta di ibrido tra gli enti del dibattito e un po' di forze dell'ordine munite di motoscafi, elicotteri e bombole di immersione. Cenni particolari: ha presentato il consuntivo di mezza estate sulle spiagge sicure due ore prima dell'ultimo morto e ha fatto girare più elicotteri per tutta la domenica scorsa sopra Gera Lario, alla ricerca di una surfista olandese che non si era mai dispersa.
E i bagnini? È stata riconosciuta la loro indubbia utilità da tutti gli enti e le operazioni per il lago sicuro. Anche se, è stato opportunamente rimarcato, non hanno poteri taumaturgici.
Mettiamoli anche se non sono pagati per fare miracoli. Nel paese che grida ai tagli di Roma, ora che almeno le tasse demaniali si fermano qui, diamo una prova dell'efficienza federalista lombarda di cui ci riempiamo sempre la bocca. A chi tocca? Non c'è motivo di dubitare che il presidente del consorzio dica il vero, i soldi ai Comuni li gira e fra l'altro è disposto a metterne altri. Dunque, cari sindaci, ingaggiate i bagnini. Costano cinquanta euro al giorno, ha spiegato una mamma che ha perso il figlio su una spiaggia incustodita. Non avete più alibi, rischiate di avere altri morti sulla coscienza.

Mario Cavallanti

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