Lunedì 17 Settembre 2012

La politica
si svegli
o moriremo
brianzoli

  Non vogliamo morire brianzoli. Fatevi un giro sulla macchina del tempo. Tornate agli anni '80 o '70, cambia poco, e immaginate che il governo di allora avesse deciso di togliere a Como il ruolo di capoluogo di provincia. Cosa avrebbe fatto la politica? Di tutto.
 I partiti avrebbero portato la gente in piazza, avviato altre iniziative di protesta e sensibilizzazione, fatto pressing duro sui parlamentari locali per cambiare l'indirizzo. Figurati poi, se ci fosse stato un ministro lariano come oggi. Sarebbe stato messo immediatamente alla stanga.
La volta che servirebbe una Prima Repubblica, morire se la si trova. Stiamo scivolando lentamente ma in maniera inesorabile in bocca a Monza. E la politica che fa? Tace o parlicchia a mezza voce, imbandisce tavoli sghembi, disegna scenari che vanno contro l'interesse di Como.
La politica sarà quello che sarà, la Casta ha nauseato i cittadini. Ma il suo sonno genera mostri come quello, spaventoso e grottesco della sigla Mb sulle nostre targhe. Non si tratta di organizzare rivolte sanguinose come quelle che scoppiarono negli anni '70 in Calabria e in Abruzzo per la scelta dei capoluoghi delle rispettive Regioni. Ma una presa di posizione, un ragionamento, un'azione di lobbing sul governo è il minimo.
Che ci azzecchiamo noi con Monza? Ci sarà bene una differenza tra il risotto con il pesce persico e quello con la salsiccia? Ottimi entrambi, ma noi preferiamo tenerci il nostro. A ognuno i suoi sapori, la sua storia, le sue caratteristiche e soprattutto la sua targa. Sta a vedere che dopo aver sfottuto per anni i cugini lecchesi, finiamo per ritrovarci noi senza una targa. Marco Rossi nato a San Bartolomeo Valcavargna, provincia di Monza Brianza. È verosimile? Ma dai.
Deve arrivare il prefetto, che pure per il suo ruolo dovrebbe tenere bordone al governo anche nelle scelte pasticciate come questa del riordino delle Province, a dirci che con il capoluogo, oltre alla targa, perdiamo tutta una serie di servizi ai cittadini? Già ci siamo incartati con il numero unico regionale per l'emergenza, figuriamoci cosa accadrebbe se la questura e il comando provinciale dei carabinieri dovessero far capo alla Monza.
Qualcuno ha idea delle conseguenze sull'economia locale di una Camera di Commercio con la testa ih Brianza che, lo sanno bene gli imprenditori canturini, è un'altra cosa e ha coordinate diverse rispetto al Lario? Stesso discorso varrebbe per Confindustria e le altre associazioni di categoria. Sarebbe una Brianza velenosissima da cui, come cantava Lucio Battisti, è il caso di fuggir via subito.
Certo, il governo l'ha combinata peggio di Bertoldo. Questo compromesso sulle Province da accorpare anziché da abolire, rischia di scontentare tanti e creare situazioni paradossali. Una mega provincia senza peraltro poteri, formata da Como, Lecco, Varese e Monza con la città della corona ferrea capoluogo sarebbe un mostro privo di senso.
Se accorpamento deve essere, ragioni storiche, geografiche e logiche portano sull'asse . La politica ne prenda atto, dialoghi con i cugini della Città giardino, li convinca che Como capoluogo è meglio di Monza se non altro per la distanza. La politica comprenda e faccia capire che la polpa della faccenda è il rapporto con Milano, dove passano le risorse che altrimenti finirebbero tutte a  Monza che del capoluogo regionale è la naturale prosecuzione. E a noi resterebbero solo le briciole. E neppure la targa.

 

di Francesco Angelini

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